Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

DiMartedì, “preoccupato da Vannacci”. Il timore di Santoro e quel paragone choc con Hitler

Foto: La7

Ignazio Riccio
  • a
  • a
  • a

“Al contrario di quanto si possa pensare, io non rido di Roberto Vannacci, sono preoccupato”, ha esordito Michele Santoro, ospite della trasmissione di La7 “DiMartedì”, condotta da Giovanni Floris. “Perché anche di Hitler si diceva che fosse un personaggio ridicolo: andava in giro con i pantaloni alla zuava, in molte foto sembra quasi una caricatura. Guardandolo da lontano, faceva sorridere. Lo stesso accade oggi con Vannacci quando assume questi atteggiamenti marziali, o sedicenti marziali. Ma qui sta il punto: la rete e certi gruppi estremisti non ridono, anzi, trovano in lui una figura spendibile”.

 

 

Santoro ha sottolineato come l’attenzione mediatica abbia giocato un ruolo cruciale nella costruzione del personaggio. “Quando si parla di Hitler, poveraccio, aveva fatto fatica a vendere il Mein Kampf quando uscì. Nessuno lo conosceva, era un uomo ai margini della società tedesca. Vannacci, invece, ha venduto milioni di copie e non per un merito letterario o politico, ma perché la sinistra, nella sua ansia di denunciarlo, ha costruito un mito. Paradossalmente, l’ostilità ha generato notorietà, e la notorietà ha creato un personaggio. Un personaggio che ora non è più confinato ai social o a pochi circoli estremisti, ma che ha un’eco nazionale”. Non solo la sinistra, però. Santoro ha evidenziato il ruolo della Lega nella promozione di Vannacci: “Matteo Salvini, con la sua consueta genialità politica, gli ha messo a disposizione un pullman, lo ha portato in giro in tutti i tempi, lo ha reso visibile e credibile. Così si è consolidato un mix molto pericoloso: da un lato un personaggio già costruito dai media, dall’altro un’organizzazione politica che ne amplifica l’immagine e la presenza pubblica”. Il pericolo, ha chiarito Santoro, non risiede solo nella persona di Vannacci: “Il rischio reale non è tanto lui, quanto la galassia di gruppi estremisti e nostalgici del nazismo, fino ad oggi sparsi e marginali, che per la prima volta trovano un punto di riferimento concreto. Non dimentichiamo che esiste anche una galassia nazionalsocialista più vasta, che include persone che si definiscono socialiste, comuniste, ma che condividono questo sentimento di rabbia e di marginalità. Questa galassia può aggregarsi dentro un unico magma politico, e quando accade diventa qualcosa di molto pericoloso”.

 

 

Santoro ha inoltre evidenziato un altro elemento chiave: il contesto sociale italiano. “Più della metà degli italiani non va a votare, manifesta disaffezione o sfiducia verso i partiti esistenti. Questa è una condizione che rende terreno fertile per leader come Vannacci, che promettono di rompere il sistema, di dare voce a chi si sente escluso. Anche se i numeri attuali possono sembrare piccoli, il potenziale di aggregazione non va sottovalutato. È un pericolo silenzioso, che cresce sotto la superficie e che potrebbe esplodere in contesti di crisi o di forte polarizzazione”. Infine, Santoro ha tracciato una riflessione più ampia sul ruolo della politica e dei media: “Abbiamo creato questo personaggio, tutti noi, in modi diversi. La sinistra ne ha fatto un esempio da denunciare, la destra ha contribuito a farlo conoscere e i media ne hanno amplificato l’immagine. Ora ci troviamo davanti a un leader che può catalizzare energie pericolose. È un campanello d’allarme: non basta guardare alla persona, bisogna guardare al fenomeno, alla galassia di sentimenti, rabbia e ideologie che ora possono trovare un punto di riferimento concreto. Questo è ciò che mi preoccupa veramente”.

 

Dai blog