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Famiglia nel bosco, trovata l'insegnante per i figli. Svolta decisiva per la reunion?
Una maestra per riunire la 'famiglia nel bosco'. Sembra il titolo di una fiaba, invece potrebbe essere l'epilogo di una delle storie più surreali e discusse di questo periodo a cavallo dei due anni. L'homeschooling, infatti, era stata una delle criticità più consistenti che avevano spinto nel novembre scorso il Tribunale dei Minori di L'Aquila a sospendere la potestà genitoriale alla coppia anglo-australiana. Ciononostante, nel caso specifico della famiglia di Palmoli, il Ministero dell'Istruzione aveva specificato tramite una nota che l'obbligo scolastico dei tre minori era stato rispettato, dopo aver ricevuto la conferma dal dirigente scolastico competente.
Dovrebbe essere un ex insegnante di Vasto, città abruzzese nella quale i tre bambini stanno attualmente vivendo con la mamma Catherine Birmingham all'interno di una casa-famiglia, a prendersi la responsabilità di seguire didatticamente i tre figli della coppia. Livia Camilla Vallaloro, questo il nome della pensionata che - parole sue - "non vede l'ora di iniziare". L'obiettivo è quello di "aiutare i ragazzi a leggere e scrivere" e l'incarico le è stato affidato direttamente dalla dirigente scolastica dell'istituto più vicino alla residenza di Palmoli. Non si è tirata indietro, Livia, perché a questo ha dedicato la sua vita: "Le maestre non vanno mai in pensione", le sue prime parole. Lei stessa ha poi raccontato alla trasmissione Dentro la Notizia di Canale 5 di essersi già occupata in passato di situazioni delicate, e quella attuale rientra a pieno titolo in quel rango, data la mediaticità del caso e il fatto che i figli di Nathan e Catherine hanno smesso di essere istruiti il 20 novembre scorso.
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Nel frattempo i legali della famiglia, Marco Femminella e Danila Solinas, lavorano sui documenti da produrre e sulla perizia di parte affidata al super-esperto Tonino Cantelmi. Così, dal 23 gennaio, prenderanno il via anche i test disposti dal Tribunale dei minorenni dell'Aquila sulle competenze e sulle condizioni psicologiche dei due genitori. La Garante per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni, è tornata a esprimere preoccupazione anche in relazione alla tempistica dei test chiedendo che vengano eseguiti in tempi più rapidi rispetto ai 120 giorni messi a disposizione dal tribunale. Nella speranza che i bambini possano superare il prima possibile il trauma della separazione familiare e tornare, con l'ausilio della nuova insegnante, a vivere la propria "normalità".