"Vieto di andare oltre i 130 in autostrada e tutti vanno a 200": così, con un paragone di immediata comprensione, Paolo Del Debbio ha preso di petto il tema che sta infiammando i dibattiti nei talk-show. Dopo Roma, dove i black bloc hanno scagliato contro gli agenti bombe carta, bastoni, cartelli stradali, anche a Torino è andata in scena una manifestazione pro Palestina, che si è conclusa con un falò e tre bandiere di Israele date alle fiamme. A 4 di sera, il programma preserale di politica e di attualità, il conduttore ha iniziato la puntata esternando il suo punto di vista. "Se si fa una regola, si rispetta", ha scandito dal centro dello studio riferendosi al divieto della Questura.
7 ottobre, a Torino scatta la guerriglia: agenti feriti e bandiere di Israele bruciateLa manifestazione si è snodata da piazza Castello e ha percorso poi via Po in direzione di piazza Vittorio Veneto. Alcuni petardi sono stati esplosi contro i reparti mobili schierati. "Ci volevano fermare, anzi non ci volevano neanche ma noi oggi lo stiamo dicendo chiaramente: Torino sa da chi parte stare e si riprende la città: oggi Torino è a fianco del popolo palestinese e della sua resistenza", ha detto uno speaker dal microfono. Mostrando le immagini delle tensioni, Del Debbio è tornato a spiegarsi: "Se metto la macchina in un posto dove non la devo mettere, pago la multa. Se dicessi qui in televisione cose che non dovrei dire, mi arriverebbero querele e mi sospenderebbero dall'ordine dei giornalisti. Non posso fare quello che mi pare. Devo attenermi a delle regole, come tutti. Il ragionamento è semplicissimo, non particolarmente articolato", ha affermato.
