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Geolier nella trappola dei pregiudizi? Cruciani tuona: "Prova di vittimismo"

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Si parla ancora di Sanremo e del caso Geolier, il rapper napoletano arrivato secondo al Festival e contro cui ha fischiato, nella serata delle cover, gran parte del pubblico in sala. "Grande polemica, grandi luoghi comuni, ma anche realtà perché non è che a volte alcuni luoghi comuni non producano effetti sulla società. Il luogo comune è un'arma potente e può far del male. Si dice ma senza essere coscienti e senza avere le prove. Geolier ha fatto suscitare un dibattito": questa l'introduzione alla discussione di Paolo Del Debbio. "Basta attaccare Napoli. Orgoglio partenopeo o vittimismo?": con questo interrogativo il giornalista ha chiesto ai suoi ospiti di palesare i diversi punti di vista. Tra i primi a prendere la parola Giuseppe Cruciani. Possibile che essere nati a Napoli sia ancora motivo di problemi nella società e in particolar modo nel mondo del lavoro? Secondo il conduttore de La Zanzara, no. Almeno non più. 

 

 

Come premesso, la storia di Geolier e le polemiche che la sua partecipazione alla 74esima edizione della kermesse hanno attirato hanno riaperto una vecchia questione: i pregiudizi dell'Italia nei confronti dei napoletani. Ma è davvero ancora così? Giuseppe Cruciani ha esordito in modo concreto: "Adesso queste proteste perché i napoletani al Centro-Nord sarebbero discriminati nel lavoro. Io conosco una marea di gente che da Napoli si insedia a Milano e dintorni e lavora tranquillamente senza subire alcun pregiudizio". Per il conduttore radiofonico è un discorso che appartiene al passato: "Questo pregiudizio ci poteva essere negli anni Ottanta, negli anni Settanta o Sessanta. Questo giudizio è totalmente inesistente oggi. Mi sembra, come dimostrato ampiamente, un'evidente prova di vittimismo, che ogni volta attraversa per qualsiasi tipo di evento Napoli e dintorni. L'Italia non ce l'ha con Napoli, l'Italia ce l'ha in generale con gli imbroglioni. Ma questa non è una caratteristica napoletana", ha aggiunto. 

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