Lollobrigida, anche Serra si smarca dalla sinistra: "Polemica fondata sul nulla"
Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida è finito sotto la lente d'ingrandimento della politica e dell'opinione pubblica per essere intervenuto al Meeting di Rimini, nel corso dell’incontro Food Security e sostenibilità. Stando alle parole del ministro, in Italia è diffusa un'educazione alimentare interclassista. La frase che ha scatenato un profluvio di critiche è la seguente: "I poveri mangiano meglio, perché comprano dal produttore e a basso costo prodotti di qualità". Oggi la vicenda è stata commentata da Michele Serra nella sua rubrica su la Repubblica.
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"Un’alta percentuale delle polemiche social, che i media 'tradizionali' rilanciano con irriflessiva passività, mi sembra fuori misura, dettata dai nervi o dall’antipatia politica assai più che dalla ragione. Sono polemiche fuori contesto e sempre più spesso anche fuori testo, nel senso che drammatizzano e alterano frasette non sempre memorabili, trattate come dichiarazioni solenni anche quando non lo sono né per l’intenzione, né per lo spessore": questa l'introduzione all’argomento offerta dal giornalista. Quindi Serra ha continuato: "Un esempio fra tanti: la frase del ministro dell’Agricoltura Lollobrigida sui «poveri» che in Italia «spesso mangiano meglio dei ricchi» è sicuramente discutibile (molte frasi lo sono), e fa un uso abbastanza equivoco del concetto di «poveri». Ma non è tale da giustificare l’ondata di sdegno che l’ha accolta".
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Per il giornalista la "cucina povera" è, in Italia, "di alto valore gastronomico, e difatti ne meniamo gran vanto, specie nel confronto con i cugini francesi, maestri della tavola 'alta', meno bravi di noi nei piatti di tutti i giorni". "Con il riciclo degli avanzi i nostri antenati, e soprattutto le nostre antenate, hanno costruito monumenti al sapore e al risparmio. Lollobrigida, per giunta, faceva il paragone con il junk food che nutre quotidianamente gli americani non di classe alta: robaccia, decisamente, e doppiamente robaccia se confrontata con l’alimentazione popolare italiana", ha aggiunto. Quindi la conclusione inaspettata: "Lollobrigida non è — diciamo così — tra i miei punti di riferimento. Il suo caso vale però, insieme a mille altri, come eccellente esempio di una polemica fondata sul quasi nulla, e però ripresa da quasi tutti, perfino da leader politici dal clic troppo facile. Abbiamo davvero, noi tutti, così tanto tempo da perdere?".
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