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Omnibus, Sorgi avverte Giorgia Meloni sul Pnrr: cosa si rischia

Giada Oricchio
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“Il Pnrr? É iniziato lo scaricabarile”. Marcello Sorgi, editorialista de “La Stampa”, ha vivisezionato l’accusa del presidente del Consiglio Giorgia Meloni al suo predecessore Mario Draghi (“Gli obiettivi da centrare entro fine anno erano 55, a noi ne sono stati lasciati 30. Se dovesse mancare qualcosa non sarebbe colpa nostra”) con il quale il passaggio di consegne sembrava essere avvenuto in un clima di grande cordialità e all’insegna della continuità.

Ebbene, ospite del talk mattutino di LA7 “Omnibus”, lunedì 5 dicembre, Sorgi ha messo in fila diversi punti: “È iniziato lo scaricabarile, sono rimasto sorpreso dalla dichiarazione di Meloni a Repubblica: l’Italia non è la sola a essere in ritardo e quindi è possibile che non sia l’unica a chiedere all’Europa un aggiustamento dei tempi e delle restituzioni dei fondi. La risposta dell’Ue è: soldi in più no, mai, mentre un taglio ai progetti sì”.

L’ex direttore ha poi spiegato altri motivi di stupore: “Draghi ha finito a luglio, da luglio a ottobre il governo era in carica per l’ordinaria amministrazione. Aveva le mani legate”. E ha messo il dito nella piaga: “Ultima cosa da ricordare, per quanto spiacevole… Draghi in Europa aveva un ascolto che Meloni ancora non ha. Draghi si poteva permettere di far passare progetti non del tutto completati e chiedere deroghe piccole e non, in forza del suo prestigio personale da ex presidente della Bce”. Questi i dati di fatto secondo Sorgi che ha esortato Meloni a “non prenderla di punta perché sicuramente non aiuta”. Serve prudenza.

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