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Capezzone: caro centrodestra, non si può perdere

Foto: Il Tempo

Daniele Capezzone
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Settembre è un mese terribile: il ritorno al lavoro per chi ha fatto vacanza, la mazzata dei libri di scuola da comprare per i figli, la temibile bolletta dopo i condizionatori accesi per tutta l'estate, e a seguire – mentre ancora si boccheggia per il caldo – la prima rata del riscaldamento da pagare. Roba da deprimersi. Ma peggio di tutto questo c'è una sola cosa: l'idea che tra otto o dodici mesi (aprile o settembre 2027) l'Italia possa essere governata da Conte & Schlein, con coreografico contorno di Bonelli, Fratoianni, Magi, Salis, più la new entry Ranucci. Tutti coadiuvati - per vincere - da quel gran genio di Roberto Vannacci, che chiederà voti per la remigrazione ma, dividendo il centrodestra, consentirà a quegli altri di facilitare una nuova invasione.

 

 

Ecco perché, caro centrodestra, non si può perdere: le prossime elezioni saranno un piccolo 1948. Non c'è un solo capitolo - politica estera, fisco, immigrazione, sicurezza - su cui la prospettiva di quella banda al governo possa anche lontanamente risultare accettabile. E allora mettiamoci all'opera. Venerdì si toccherà un traguardo: simbolico quanto si vuole, ma non irrilevante. Questo governo diventerà l'esecutivo più longevo della Repubblica. Chiudete presto la partita della legge elettorale, per cortesia. A proposito: siete sicuri di volere il ballottaggio? Da sempre è lo strumento che può garantire l'ammucchiata a sinistra in funzione di "unione sacra antifascista". Ve li immaginate i quindici giorni tra il primo e il secondo turno? Sarebbe un "25 aprile" lungo due settimane, con la stessa dinamica della campagna referendaria. Dunque, se posso permettermi, pensateci bene. Ma poi, in un senso o nell'altro, chiudete il dossier. E giochiamo per vincere.

 

 

Tre mosse, nette. Primo: taglio di tasse al ceto medio nella legge di bilancio, con un alleggerimento Irpef anche per chi sia oltre 50mila euro lordi l'anno. Secondo: valorizzare i buoni numeri sull'immigrazione e accelerare ancora sui rimpatri. Terzo: qualche misura choc sulla sicurezza. I numeri sono già buoni, ma i cittadini devono avvertire uno scatto ulteriore. Su queste basi si può vincere. Due postille, però. Non è il momento delle lotte intestine: chi nella Lega ha posizioni diverse da Salvini doveva pensarci al congresso, non destabilizzare adesso. E occorre pretendere condizioni di correttezza in televisione. Altro che TeleMeloni: in tv, con rare eccezioni, il clima è costantemente anti-centrodestra, con interi programmi costruiti sul "tre contro uno". Occorre pretendere equilibrio e il ritorno dei faccia a faccia uno contro uno. Proviamoci, la posta in gioco è troppo alta.

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