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Schlein, via quel bavaglio. Non sta facendo una bella figura

Daniele Capezzone
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Gentile Elly Schlein, buon Ferragosto.

Anzi, non vorrei che la mia lettera aperta interferisse con i suoi intensi piani di queste settimane, la sua leggendaria «estate militante», quella in cui sta scientificamente pianificando la resa politica del Pd a favore di Giuseppe Conte.

Ho visto che è rimasta attiva e operosa, come testimoniano i resoconti delle agenzie di stampa e le sue pagine social. Le scorro limitandomi alle ultime due settimane.

Primo agosto, Urbino, festa nazionale dell’Unità (nientemeno che delle aree interne e dei comuni montani, ha giudiziosamente specificato). 2 agosto: anniversario della strage di Bologna. 3 agosto: intervista al Tg3. 4 agosto: polemica sul caso Delmastro.

5 agosto, intervento a Capracotta, in Molise, in teoria per parlare di aree interne, ma in pratica in piazza sventolava una bandiera della Palestina. Sempre il 5 agosto, manifestazione ad Agnone, in provincia di Isernia, a difesa dell’ospedale locale. 6 agosto, ricordo di Francesco Guccini. 7 agosto: dichiarazione a favore di Spin Time (e, aggiungiamo noi, dei suoi okkupanti abusivi).

 

Gentile Elly Schlein, buon Ferragosto. Anzi, non vorrei che la mia lettera aperta interferisse con i suoi intensi piani di queste settimane, la sua leggendaria «estate militante», quella in cui sta scientificamente pianificando la resa politica del Pd a favore di Giuseppe Conte. Ho visto che è rimasta attiva e operosa, come testimoniano i resoconti delle agenzie di stampa e le sue pagine social. Le scorro limitandomi alle ultime due settimane. Primo agosto, Urbino, festa nazionale dell’Unità (nientemeno che delle aree interne e dei comuni montani, ha giudiziosamente specificato). 2 agosto: anniversario della strage di Bologna. 3 agosto: intervista al Tg3. 4 agosto: polemica sul caso Delmastro. 5 agosto, intervento a Capracotta, in Molise, in teoria per parlare di aree interne, ma in pratica in piazza sventolava una bandiera della Palestina. Sempre il 5 agosto, manifestazione ad Agnone, in provincia di Isernia, a difesa dell’ospedale locale. 6 agosto, ricordo di Francesco Guccini. 7 agosto: dichiarazione a favore di Spin Time (e, aggiungiamo noi, dei suoi okkupanti abusivi). 8 agosto: dichiarazione sull’anniversario di Marcinelle. 12 agosto: ricordo dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. 14 agosto: ricordo delle vittime del Ponte Morandi e pure la denuncia di un video fake ai suoi danni. Come si vede, un ricco mix di politica nazionale, commemorazioni, eventi in giro per l’Italia. Ecco, tuttavia mi pare che all’appello manchi qualcosa. Vede, magari le sarà sfuggito, ma alle ore 12 del 12 agosto Valter Lavitola si è assunto la responsabilità dell’attentato dimostrativo contro Sigfrido Ranucci. Si ricorda? Ora, purtroppo, il 18 ottobre 2025, due giorni dopo lo scoppio dell’esplosivo, lei si precipitò ad Amsterdam, al congresso del Partito Socialista Europeo, e con la voce rotta dall’emozione e dallo sdegno proclamò che «la democrazia è a rischio, la libertà di espressione è a rischio quando l’estrema destra è al governo». Del resto, si tratta di un grande classico della sinistra, e cioè il tentativo di «sputtanamento» all’estero del governo avversario: contro Berlusconi ieri, contro Meloni adesso. La sua scenata (anzi, la sua sceneggiata) in trasferta olandese serviva proprio a questo, a collegare perfino l’attentato contro Ranucci al clima creato dalle «destre». Ora, come immagino lei sappia, a meno che i suoi compagni non le abbiano già sequestrato il telefonino, le indagini si sono concentrate sull’amico di Ranucci Valter Lavitola. Sa chi è? Non è un campione della «destra», ma è l’uomo che nel suo ristorante preparava a Sigfrido lo spaghettino alle vongole. Alla luce di questo fatto poco contestabile, cosa aspetta a scusarsi con Giorgia Meloni, con il governo e con gli italiani per la sua offensiva chiassata di qualche mese fa? Che cosa deve accadere per balbettare un «mi dispiace, ho sbagliato»? Che figura di melma, gentile Segretaria. Cordialità.

 

8 agosto: dichiarazione sull’anniversario di Marcinelle. 12 agosto: ricordo dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. 14 agosto: ricordo delle vittime del Ponte Morandi e pure la denuncia di un video fake ai suoi danni.

Come si vede, un ricco mix di politica nazionale, commemorazioni, eventi in giro per l’Italia.

Ecco, tuttavia mi pare che all’appello manchi qualcosa. Vede, magari le sarà sfuggito, ma alle ore 12 del 12 agosto Valter Lavitola si è assunto la responsabilità dell’attentato dimostrativo contro Sigfrido Ranucci. Si ricorda?

Ora, purtroppo, il 18 ottobre 2025, due giorni dopo lo scoppio dell’esplosivo, lei si precipitò ad Amsterdam, al congresso del Partito Socialista Europeo, e con la voce rotta dall’emozione e dallo sdegno proclamò che «la democrazia è a rischio, la libertà di espressione è a rischio quando l’estrema destra è al governo».

Del resto, si tratta di un grande classico della sinistra, e cioè il tentativo di «sputtanamento» all’estero del governo avversario: contro Berlusconi ieri, contro Meloni adesso. La sua scenata (anzi, la sua sceneggiata) in trasferta olandese serviva proprio a questo, a collegare perfino l’attentato contro Ranucci al clima creato dalle «destre».

Ora, come immagino lei sappia, a meno che i suoi compagni non le abbiano già sequestrato il telefonino, le indagini si sono concentrate sull’amico di Ranucci Valter Lavitola. Sa chi è? Non è un campione della «destra», ma è l’uomo che nel suo ristorante preparava a Sigfrido lo spaghettino alle vongole.

Alla luce di questo fatto poco contestabile, cosa aspetta a scusarsi con Giorgia Meloni, con il governo e con gli italiani per la sua offensiva chiassata di qualche mese fa?

Che cosa deve accadere per balbettare un «mi dispiace, ho sbagliato»?

Che figura di melma, gentile Segretaria.

Cordialità.

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