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Sì, certo, nell’edizione di oggi de Il Tempo, come ogni giorno, troverete anche notizie che verranno pubblicate altrove. Ma ecco il nostro punto di diversità irriducibile: pure questa mattina, come accade in ciascun numero del nostro quotidiano, troverete soprattutto cose che sono soltanto «nostre», cioè notizie o approfondimenti che nascono proprio qui, che sono il frutto di nostre inchieste, di un lavoro di ricerca e di elaborazione del tutto originale e peculiare della nostra testata. Insomma, in questa «boutique» trovate oggetti esclusivi e non confondibili.
A #Roma più Don Coluccia, meno degrado, meno maranza. La frustata di #Feltri
— IL TEMPO (@tempoweb) June 6, 2026
Stroppa, l'AI, e un sogno da 15 miliardi per l'#Italia
Agorà #Lazio, gli interventi di Re Cecconi e Paparelli
La prima pagina Siamo in edicola #buongiorno #6giugno #iltempoquotidiano ️ pic.twitter.com/E6IVUiIMCO
Leggete un commovente Vittorio Feltri che si curva sulla Roma più dimenticata e periferica, sul Quarticciolo, su Tor Cervara, e sulla figura coraggiosa e luminosa di don Coluccia, che qui seguiamo con affetto e rispetto. È un prete in pericolo e merita tutta la nostra amicizia. Feltri riflette da par suo anche sulla deriva di una parte della chiesa, forse troppo politica e troppo timida rispetto a Islam e maranza. E come dargli torto?
Leggete le cronache da una San Lorenzo ostaggio di maranza e baby gang, e sarete presi da rabbia e voglia di riscatto per una città eterna che non può farsi ridurre così.
Leggete Andrea Stroppa, uno dei collaboratori più stretti di Elon Musk, che oggi formula una proposta dirompente ma di assoluta ragionevolezza, una scommessa sul futuro. Stroppa si divide tra Palo Alto e Roma, tra California e Italia, e si occupa a tempo pieno di progetti visionari e futurizzanti.
Quando è qui si incazza (giustamente) per il degrado delle periferie, e al tempo stesso ci porta a riflettere sulle grandi speranze dell’intelligenza artificiale. Siamo alle soglie di una rivoluzione non solo tecnologica, ma pure umana e umanistica, con prospettive entusiasmanti ad esempio per la cura di malattie terribili. Tutto questo va visto con fiducia, con sano stupore per ciò che l’ingegno umano sta rendendo possibile, non solo attraverso la lente della paura. A meno di condannarci a un destino da parco enogastronomico per le vacanze dei ricchi del mondo. Certo che a tutti noi piace la carbonara, ma Roma e l’Italia non possono essere solo sinonimo, tra vent’anni, di “good food and good wine”.
Leggete ancora il dibattito “Agorà Lazio” innescato dal grandissimo Luigi Bisignani. Tutta la città parla solo di questo (e de Il Tempo) da una settimana. Noi offriamo a tutti uno spazio di discussione: al presidente Lotito tanto quanto ai suoi critici costruttivi. Oggi parlano Gabriele e Stefano, ifigli di Paparelli e Re Cecconi, ma c’è anche un’intervista (non solo calcistica, a tutto campo) a Mauro Masi. Imperdibile.
E poi tutto il resto: le inchieste di Francesca Musacchio, un comparto esteri che pare un piccolo think tank su carta, e ovviamente tanta politica interna.
Le nostre inchieste di questi mesi non si contano più: sul degrado a Roma, su mafia e appalti, sui falsi certificati medici. Continueremo.
Il Tempo ha una storia lunga e gloriosa. È un grande onore, per me e per i colleghi che ci lavorano oggi, grazie ai nostri editori, provare ogni giorno a scriverne una piccola pagina nuova. Se viva, dateci fiducia: leggeteci e abbonatevi. Non resterete delusi.
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