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Capezzone: promemoria per piromani e furbetti del referendum, come andò nel ‘70 e nel ‘74 sul divorzio

Foto: Il Tempo

Daniele Capezzone
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Ormai è chiaro. Con il consueto schema pseudo-resistenziale (di qua i «partigiani», di là il «fascismo»), la sinistra e i suoi media di riferimento, cioè quasi tutti, hanno lanciato la campagna referendaria sulla giustizia. Un’ammucchiata che urla, che grida alla Costituzione ferita, che sogna una specie di mini Piazzale Loreto (metaforica) da convocare il 23 marzo. Guardateli e sentiteli: magistrati arroventati, tribuni televisivi, perfino qualche vescovone di sinistra (ieri rimesso a posto qui sul Tempo da una saggia e rigorosa intervista del cardinale Bagnasco). Una comitiva che immagina, fino al referendum e poi verso le elezioni politiche del 2027, una sorta di guerriglia permanente, di guerricciola civile a neanche troppo bassa intensità.

 

 

A questi smemorati furbetti occorrerà ricordare cosa accadde in un’Italia assai più lacerata rispetto a quella di oggi nel 1970 e poi nel 1974 sul divorzio. Nel 1970, come si sa, fu approvata dal Parlamento la legge Fortuna-Baslini che consentiva appunto di divorziare, e nel 1974 si tenne il referendum abrogativo. Ecco, sia nel momento dell’approvazione della legge che in quello successivo della prova referendaria, si registrarono fisiologiche e normalissime divisioni politiche non solo nei diversi schieramenti politici, ma in quel caso - perfino all’interno della maggioranza di governo, con i partiti laici favorevoli alla legge e i democristiani contrari. Eppure in entrambi i casi il governo andò avanti: ripeto, perfino nonostante una differenziazione così rilevante nella sua compagine parlamentare.

 

 

Morale: lasciate che gli italiani si esprimano liberamente e serenamente. Personalmente, come si sa, auspico un netto successo del Sì. Ma auspico ancora di più un clamoroso insuccesso dei piromani che vorrebbero incendiare il Paese. Siccome sanno che per loro è difficilissimo battere Giorgia Meloni e il centrodestra in un clima normale, vorrebbero usare questa occasione per un match di wrestling. Diciamogli di no, votando Sì.

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