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Gratteri ha passato il limite mentre una Meloni thatcheriana fa le cose serie

Daniele Capezzone
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Nicola Gratteri ha passato il segno. Non pago della recente esibizione da Floris con la citazione farlocca attribuita a Giovanni Falcone, ha alzato la posta in una surreale intervista al Corriere della Calabria. Testuale: «Voteranno per il No le persone perbene. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente».

Purtroppo non è uno scherzo o una manipolazione diabolica dell’intelligenza artificiale. Ma si tratta delle parole di un procuratore che può chiedere – come si sa – di privare noi cittadini della libertà. C’è da augurarsi che, nell’esercizio delle sue funzioni, lui e i suoi colleghi militanti del No siano più attenti. Altrimenti, c’è letteralmente da tremare. Che fa, chiede l’arresto di tutti noi che votiamo Sì?

 

Nel frattempo, Giorgia Meloni, con la sua interlocuzione con la Germania, sta tentando un disegno politico di enorme rilievo. La premier italiana conosce bene il discorso profetico che Margaret Thatcher tenne a Bruges il 20 settembre del 1988: descriveva un’Europa desiderabile (niente Super-Stato), destinata a fare solo poche cose insieme, a rispettare di più le sovranità e le differenze nazionali, a concepire la difesa dentro la Nato (e non altrove), ad allargare gli spazi di mercato in una prospettiva di crescita. Senza pretese di integrazione politica, e meno che mai di uno scettro del comando affidato a burocrazie senza volto.

 

Aveva ragione la Thatcher, che molti leader attuali li avrebbe volentieri presi a borsettate. E che oggi – credo – guarderebbe con speranza e simpatia verso Meloni e le sue geometrie variabili.

Un’Italia media potenza rispettata nel mondo, capace di parlare con Trump, con la Gran Bretagna, di giocare le sue carte in Ue (ma senza follie euroliriche), di coltivare un ruolo guida nel Mediterraneo, di costruire rapporti con i giganti del pianeta (dall’India all’Arabia Saudita) e con la parte filo-Occidentale del mondo asiatico (Giappone e Corea del Sud). Avanti così.

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