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Signori magistrati così è davvero troppo...

Foto: Il Tempo

Daniele Capezzone
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Ricapitoliamo la settimana-horror che si sta per concludere.

Episodio 1. Un manipolo di teppisti circonda e massacra un poliziotto, e, ciononostante, un magistrato dell’accusa riesce nella difficile impresa di non contestare il reato di tentato omicidio.

Episodio 2. Dopo la guerriglia di Torino, vengono fermate solo tre persone, peraltro tutte rapidamente rimandate a spasso o ai domiciliari, con motivazioni risibili.

 

 

Episodio 3. A Torino, come Il Tempo vi racconta oggi, oltre a separare le carriere, bisogna pure separare marito e moglie in toga. Incredibile ma vero.

Episodio 4. Tra un po’scatterà la prescrizione (ma guarda) per il faccendiere Amara: in cinque anni i magistrati non sono nemmeno riusciti a incardinare un processo per calunnia. Non sarà che, quando possono venire alla luce le condotte opache di alcuni magistrati, le toghe diventano improvvisamente meno reattive?

Episodio 5. Pesa come un macigno il report-bomba di ieri de Il Tempo, che ha suscitato vibranti reazioni politiche: l’80% dei clandestini che le toghe fanno uscire dai Cpr tornano allegramente a delinquere, in modo più grave e violento di prima.

Ecco, signori magistrati, così è troppo. E’ troppo per i cittadini, ed è troppo anche per i molti vostri colleghi in toga che lavorano in modo diligente e onesto, e devono invece assistere a questo sgradevolissimo spettacolo: l’azione faziosa e militante di alcuni magistrati, e – contemporaneamente – lo scatenamento propagandistico della magistratura associata per il No al referendum.

Tutte ragioni per votare convintamente Sì, ovviamente. Ma, davanti a comportamenti così scorretti e inappropriati, rimane un gran senso di malinconia.

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