Le "bimbe" e i "bimbi" di Hannoun vogliono rilasciare o ritirare patenti di accettabilità agli altri?
Lo chiameremo l’editto di Bonelli & Boldrini, dai nomi di due fra i più noti sinistri che ieri hanno occupato la sala stampa della Camera. In ordine sparso, c’erano anche l’agitato grillino Ricciardi, il flotillante Arturo Scotto, il già racketiano (nel senso di Carola Racke te) Matteo Orfini, e perfino Gianni Cuperlo, un tempo spiritoso e riflessivo, oggi costretto da circostanze politiche sfortunate a interpretare la parte della zelante guardia rossa di Elly Schlein, una specie di Fur faro che però ha letto i romanzi russi.
Ma procediamo con ordine. Ieri giornata movimentata a Montecitorio, proprio a due passi dalla nostra redazione. Il deputato Domenico Furgiuele (oggi Lega, ma già in trance agonistica vannacciana) aveva deciso di consentire agli esponenti di Casa Pound e di altre sigle di tenere una conferenza presso la piccola sala stampa della Camera.
Risultato? Un manipolo di sinistri si è messo a sbraitare, Costituzione alla mano, occupando l’auletta e impedendo la conferenza.
Piccolo dettaglio: oltre a tenerla in mano, la Costituzione avrebbero fatto bene a leggersela, con particolare riferimento all’articolo 21, che assicura libertà di espressione a tutti i cittadini, e non solo a quelli autorizzati da Bonelli & Boldrini.
Censurano CasaPound ma alla Camera accoglievano Hannoun con i tappeti rossi
Ora, è assai probabile che tutta questa chiassata, in ultima analisi, abbia fatto felice il deputato Furgiuele, che ha raccolto una decorazione sul campo in vista di eventuali avventure vannacciane.
Ma ciò che conta – per noi animati da spirito liberale – è un punto di principio: perché Casa Pound non dovrebbe poter parlare oggi, domani e anche dopodomani? È un movimento (lontanissimo dalle idee di chi scrive queste righe, ma questo è assolutamente irrilevante) che si è regolarmente presentato più volte alle Flezioni politiche, raccogliendo consensi oscillanti tra lo 0,1 e lo 0,8-0,9%. Non è stato messo fuori legge (e ci mancherebbe altro, aggiungo io).
Remigrazione, la sinistra spaccia la censura per liberazione: "Fuori i fascisti"
La libertà di parola dovrebbe valere sempre: per chi è vicino e per chi è lontano, nel consenso o nel dissenso. Diffidate sempre di chi vorrebbe che a parlare fosse solo chi la pensa come lui. Quanto poi alla nostra sinistra, i loro esponenti non avevano avuto problemi nel fare foto e strette di mano con Hannoun, cioè con un amico e probabilmente un finanziatore di Hamas. Deputati (nella migliore delle ipotesi, tonti o malaccorti) avevano partecipato a collette, promosso e pubblicizzato Iban e coordinate bancarie. Ecco, anziché andare a nascondersi, adesso vorrebbero stabilire chi abbia il diritto di parola e chino. Il giochino è fin troppo leggibile: vorrebberofarcredere che in Italia esista un’«emergenza fascismo». Figurarsi: allo 0,1%.
Un’emergenza, a onor del vero, c’è: ed è quella di una sinistra sempre più disperata, ridicola e pericolosa.
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