Capezzone: tangenti e mascherine, soldi nostri buttati, magistratura muta: ora trasparenza
Immagina se la metà della metà della metà delle cose che sto per sintetizzare le avesse fatte il centrodestra. Avremmo centotrentasei puntate di Report, i piddini che strillerebbero come aquile, e i grillini appesi ai lampadari da novelli Tarzan. E invece, siccome il problema riguarda loro e la loro gestione dell’emergenza Covid, stanno zitti-sordi-ciechi come le tre proverbiali scimmiette.
Ricapitoliamo. Ci hanno chiuso in casa con le normative più illiberali di tutto l’Occidente. Hanno speso una montagna di soldi pubblici per mascherine e altri dispositivi. Spesso questo materiale si è rivelato difettoso e non a norma, con strani affari tra Italia e Cina. Volano – qua e là – accuse su presunte enormi tangenti per mediatori e faccendieri.
Noi – qui a Il Tempo – siamo e restiamo garantisti, e dunque ci guarderemo bene dall’usare come un’arma questi argomenti. E tuttavia non possiamo non notare la differenza tra l’eccellente lavoro di ricerca della Commissione parlamentare sull’emergenza Covid (grazie all’opera della maggioranza) e l’immobilismo, con rare eccezioni, della magistratura. Tutto normale anche in questo caso?
Ora gli italiani hanno diritto di sapere quante mascherine e quanto altro materiale sanitario e di protezione sia stato acquistato all’estero, e in quali paesi, anche in considerazione dei relativi standard qualitativi. Con i dettagli relativi alle unità merceologiche: cosa e dove sia stato comprato. Su tutto questo, all’epoca, Giuseppe Conte non rispose, anche davanti a interrogazioni parlamentari molto serie.
E allora confidiamo che la Commissione parlamentare, adesso, vada fino in fondo, e tiri fuori i contratti stipulati e gli acquisti effettuati dalla struttura commissariale in tutta quella fase. Ci sia total disclosure, trasparenza totale: quanti soldi, quali mediazioni e commissioni, quali e quante unità merceologiche, da quali e quanti paesi, da quali e quante società (con i relativi dettagli), e anche con tutte le informazioni rispetto agli standard qualitativi di ogni partita di mascherine, camici, respiratori, e così via. La sensazione è che – dopo il superbonus e il reddito di cittadinanza – verrebbe fuori un terzo disastro della gestione Conte. I pinocchietti grillini, non appena si affrontano questi temi, diventano nervosi. Chissà come mai.
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