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Due proposte-choc al governo sulla sicurezza

Foto: Il Tempo

Daniele Capezzone
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Il Tempo vuole affiancare, incoraggiare (e anche pungolare) il governo sul fronte della sicurezza. Ne abbiamo fatto il punto essenziale della nostra linea editoriale. Ricorderete che, al mio esordio qui, il 2 dicembre, titolammo in prima pagina «Operazione Salva-Termini», e i nostri fantastici cronisti organizzarono dieci giorni consecutivi di inchiesta: sulla stazione e su tutta l’area circostante, un quartiere Esquilino ormai devastato dall’immigrazione illegale e da un decennio di accoglienza insensata e slabbrata patrocinata dalla sinistra, i cui risultati sono sotto i nostri occhi.

Ieri Alessio Gallicola e Roberto Arditti hanno avanzato proposte puntuali ed efficaci. Ne aggiungerò due. La prima. Occorre una raffica di sgomberi. Il Ministero degli Interni ne ha organizzati moltissimi, ed è un gran merito di Matteo Piantedosi. Ora occorre procedere con i centri sociali (uno ogni dieci giorni), sul modello usato a Milano per il Leoncavallo e a Torino per Askatasuna.

Di più: occorre portare le telecamere, e far vedere ai cittadini cosa troveranno le forze dell’ordine, cosa restituiranno alla legalità e ai legittimi proprietari. Signor Ministro, faccia vedere a tutti il buon lavoro dei suoi uomini. Otterrà lei e otterranno loro il plauso e la gratitudine di tutti i cittadini perbene.

Si incazzerà qualcuno a sinistra? Tanto meglio: sarà la certificazione dell’ottimo lavoro svolto.

 

 

Seconda proposta. Occorre una sorta di operazione Caivano applicata alle cinque maggiori stazioni ferroviarie del Paese: Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli. Non le zone rosse, rivelatesi utili ma insufficienti. Ma un’azione (anche con il coinvolgimento dell’Esercito se necessario, e quindi in collaborazione con la Difesa) per bonificare i quartieri circostanti. Un repulisti memorabile.

La parola «percezione» non mi ha mai convinto (in negativo): quando cioè viene usata per descrivere il sentimento dei cittadini colpiti dal crimine. Invece, può e deve essere usata (in positivo) per far sentire alle persone una sicurezza nuova.

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