Capezzone: tra dossieraggi, Venezuela e italiani liberati la sinistra è in crisi di nervi
Amici lettori, questo è un appello umanitario. La situazione è grave, e dunque mi permetto un consiglio amichevole. Se per caso vi capitasse di incontrare i protagonisti in crisi di nervi della sinistra politica e mediatica, fareste bene ad adottare lo schema di una geniale quanto sottovalutata commedia del grande Eduardo De Filippo, «Ditegli sempre di sì». La storia è quella di un uomo – non pericoloso ma un po’ matto – che viene dimesso dal manicomio e riconsegnato a sua sorella, con la quale andrà a vivere. L’uomo è buono ma pazzo: e dunque il medico raccomanda – appunto – di dirgli sempre di sì. Ed effettivamente ogni tanto il dottore entra in scena e mormora agli altri personaggi: «Assecondatelo». Morale: se incontrate i campioni e i campioncini del progressismo italico, dite loro una parola gentile, non fateli alterare, aiutateli ad attraversare la strada. Siate comprensivi: non stanno bene.
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Oggi prenderanno in Antimafia una doppia botta sul dossieraggio vecchio (caso Striano) e pure su quello nuovo (caso Report-Bellavia). Nel mezzo, si troverà in condizioni politicamente insostenibili uno dei grillini più potenti, Federico Cafiero De Raho: pirandellianamente, un po’ dottor Cafiero (era Procuratore Antimafia e non si accorse di nulla all’epoca dei fatti) e un po’ onorevole De Raho (che ora siede indisturbato in Commissione). Tipo dottor Jekyll e mister Hyde.
Trentini e Burlò sono liberi. “Successo frutto di lavoro sottotraccia”, la gioia di Tajani
Nel frattempo, come oggi vi spiega Francesco Storace, c’è un’altra crisi isterica in corso: sono stati liberati altri due italiani in Venezuela e pure a sinistra vorrebbero festeggiare, anzi si sforzano di simulare allegria. Ma come fanno? Primo: fino all’altro ieri stavano in piazza inneggiando al dittatore Maduro. Secondo: dovrebbero ringraziare il governo per il ritorno a casa dei nostri connazionali. Morale: non ci riescono, e così la povera Elly Schlein ha ringraziato «tutti coloro che hanno lavorato per riportarli a casa». Ah sì, gentile Elly? Ma la parola «governo» era tanto difficile da scrivere o da pronunciare?
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