Capezzone: intoccabili, impuniti, irresponsabili; votiamo Sì al referendum per voltare pagina
Oggi Il Tempo vi racconta una storia incredibile ma vera. Come scoprirete, sanzionare un magistrato anche in presenza di un comportamento gravemente inopportuno è una chimera. Ma il problema è doppio. Loro – le toghe – si sono autocollocate in uno spazio di impunità e intoccabilità. Quanto invece al cittadino sotto indagine – povero lui – si tratta di un morto che cammina. Ormai l’accertamento della verità nel processo vero, davanti a un giudice terzo, non conta più: anzi, neanche ci si arriva. Un duro confronto tra ipotesi accusatoria e tesi difensiva non c’è, e quasi nessuno pare nemmeno dolersene. Tutto questo, in Italia, è stato silenziosamente ma ferocemente abolito: resta formalmente scritto nel codice di procedura, ma al momento è lettera morta.
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E allora cosa è realmente vigente? Un meccanismo in cui quel che conta è sparare il primo colpo. Cosa che fanno le procure. Come si procede, dunque? Si annuncia un’inchiesta (anzi: una «maxi-inchiesta»), si diffonde (a senso unico) la versione dell’accusa, con particolari suggestivi e una “narrazione”già orientata ed efficace. Nel frattempo, il malcapitato oggetto dell’indagine è già in carcere preventivo o agli arresti domiciliari: ridotto a «non persona», muto, imbavagliato, impossibilitato adire mezza parola. E con un gip che quasi mai osa dire no alle misure cautelari richieste dal pm.
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Non dimenticate, amici lettori, ciò che Luca Palamara ha svelato in passato, in dialogo con Alessandro Sallusti. Ripensiamoci: in teoria, in un sistema di processo accusatorio (con un giudice terzo), la figura centrale del sistema dovrebbe essere proprio il giudice. E invece come mai le correnti della magistratura lottano selvaggiamente per la guida delle procure? Elementare, Watson: perché è da lì, come abbiamo visto, che si spara il primo colpo. Tutte buone ragioni, la prossima primavera, per votare con convinzione Sì al referendum sulla separazione delle carriere. Non risolverà tutti i problemi, ma è un passo determinante nella direzione giusta.
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