I pastorElly del presepe islamista
Ma di cosa ci stupiamo. Siamo a Natale e a Bruxelles Ursula von der Leyen pensa al presepio. E in perfetta sintonia con le idiozie degli ultimi anni i pastorelli scompaiono sotto i colpi della sinistra islamofila che in Italia scende perfino in piazza per difendere imam espulsi dal Paese perché vicini alla jihad. Non ce la fanno proprio a mettere Gesù nella mangiatoia, il bue e l’asinello, Giuseppe e Maria, quattro pecore, i Re Magi, il fiume col mulino che gira.
Insomma tutte quelle cose con cui i cristiani sono cresciuti da bambini. Ci devono mettere il burqa, la kefiah, la Madonna deve essere asiatica o nera, Giuseppe non voglio guardargli sotto la tonaca lgbtq. E fra un po’ per far contenti i musulmani faremo il ramadan la notte di Capodanno perché il nostro spumante può ferire Maometto. Se questa è integrazione è meglio che non ci sia. E se questo è il multiculturalismo, viva la minestra di mia nonna che aveva studiato meno di Ursula ma sicuramente la democrazia sapeva cos’era. Perché l’aveva portata anche lei.
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