Pure il caso Apostolico si è rivelato per quello che era: l’ennesima cialtronata dell’opposizione che l’ha strumentalizzato tentando di colpire il governo. Priva di argomenti e di capacità, Pd e M5S continuano a farsi male da soli. Collezionando figuracce. La procura ha infatti stabilito che non c’è stato alcun dossieraggio e l’unica cosa grave era il giudice Apostolico in piazza tra la folla a insultare le forze dell’ordine.
Un giudice, Iolanda Apostolico, che contestava in piazza le politiche del governo sui migranti e chiamata a giudicare i respingimenti. Un cortocircuito emerso grazie ad alcuni video che la riprendevano a inveire come un’attivista di un centro sociale. E, come spesso accade in Italia, una parte politica (la sinistra) invece di condividere e stigmatizzare il comportamento non propriamente professionale del giudice, ha tentato di usarlo per attaccare il governo accusandolo di dossieraggio e invocando il vicepremier, Matteo Salvini, a riferire in Aula. Pure la Procura di Catania aprì un fascicolo che ha ora chiuso, archiviando e certificando che «non c’è stato alcun dossieraggio».
Caso Apostolico, la Procura archivia: nessun dossieraggio. L'ossessione della sinistra per SalviniIl caso Apostolico è l’ultimo dei tanti boomerang per questa opposizione alla quale converrebbe riflettere di più evitando di rivelarsi sempre faziosa. In particolare il Pd dovrebbe ritrovare un minimo di buon senso e coerenza, iniziando dall’archiviare il garantismo a giorni alterni. Basti pensare all’ultima settimana, con il clamoroso silenzio sui post del giudice della Corte dei Conti, Degni, contro il governo. Elly Schlein non è stata in grado di esprimere mezza parola. Va detto che anche quando si esprime non è propriamente comprensibile. O il polverone alzato su Acca Larentia, appuntamento che si ripete da decenni. Prima l’hanno paragonato al signore che ha interrotto la prima de La Scala lamentando che la Digos intervenne per identificarlo mentre a Roma la Digos neppure c’era. Quando il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha spiegato che in realtà non solo sono stati identificati decine di presenti ma che cinque sono stati denunciate, il Pd l’ha girata dicendo che quest’anno erano tantissimi perché si sentono legittimati dal governo. I numeri della questura hanno smentito anche questa versione: l’anno in cui si è riunito il maggior numero di persone - nella via teatro di un massacro a oggi impunito - era quello del governo Gentiloni, cioè Partito Democratico. Non basta. Perché poi è arrivato pure l’ex ministro dell’interno, Marco Minniti, a dare ragione a Piantedosi, condividendone scelte e parole. Per inciso, Minniti è Pd. Siamo oltre l’harakiri.
Non ne azzeccano una. Quando strumentalizzi la verità, forzando la logica a fini ideologici e propagandistici, quella – la verità – ti si rivolta contro. Ed è un peccato per il Paese non avere una opposizione credibile, non avere dei partiti con leader che lavorano per conquistare consensi e voti in maniera costruttiva. Assistiamo quotidianamente al tentativo di manipolare i fatti (e la logica) con la finalità unica di riprendere il potere non per meriti propri (né per demeriti altrui) ma confidando in giochini di Palazzo e facendo perdere tempo anche a parlamento e tribunali.
