La conferenza stampa di fine anno, divenuta di inizio anno, è stato un capolavoro firmato Giorgia Meloni. Non soltanto il premier ha risposto, colpo su colpo, alle principali obiezioni mosse negli ultimi mesi: si può non essere d’accordo ma finalmente c’è un politico che non si presta a conferenze apparecchiatissime ma accoglie ogni domanda e sa parlare chiaro, senza infingimenti. In più, Meloni ha confermato ai suoi detrattori che, se c’è un difetto che proprio non le appartiene, è l’incoerenza. Da leader di Fratelli d'Italia a capo di governo, Meloni è rimasta la stessa, forse con più grattacapi e nemici, ma sempre la stessa.
In Onda, da Scanzi il solito comizio anti-Meloni: "Comica, deludente e vittimista. Voto 4"Chi non riconosce la linearità di pensiero e azione che la guidano si ferma a una lettura superficiale e manichea: era antieuropeista e oggi apre alla riconferma di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue; era per il blocco navale contro l’immigrazione illegale di massa e oggi ha smesso di parlarne. Sono contraddizioni apparenti: Meloni e il suo modo di stare in Europa e al governo non ripudiano nulla delle battaglie e degli slogan del passato ma inseriscono le sfide presenti in una cornice di confronto e collaborazione fattiva, pragmatica, con i principali attori nazionali ed europei. Le critiche meloniane al gigante burocratico e nano politico sono sempre sul tavolo, come il rifiuto di un modello di Europa che si appassiona alla circonferenza delle mele ma non sa immaginare una difesa e una politica estera comune.
Meloni, Daniele Capezzone scuote l'opposizione: "Non sta lì perché ha vinto alla lotteria"Nella denuncia pubblica di pressioni e tentativi di condizionamento da parte di gruppi affaristici e potentati vari si scorgono lo spirito e la tempra di una donna allergica al consociativismo, abituata a camminare con la schiena dritta. Meloni resta una combattente tenace e ruspante, dalla battuta pronta e dalle improvvisazioni spontanee (toilette inclusa), un capo capace di atti d’imperio (si veda alla voce «pistoleri» irresponsabili) che dalla sua può vantare un apprendistato politico lungo una vita intera. È una donna con radici profonde che la rendono solida e ben piantata, la sua leadership non nasce da una performance televisiva estemporanea o da una ben congegnata campagna da influencer tarocco. Ha la saggezza dei politici di una volta, ma con il gusto della contemporaneità dell’oggi. Ne vedremo delle belle, preparate i popcorn.
Omnibus, Meli annienta l’opposizione: “Meloni? Avevano già i comunicati pronti…”