Veleni in piazza

Chiara Ferragni legge i giornali? "Cinque mesi prima sui quotidiani..."

Gianfranco Ferroni

A Roma iI fallimento dell’ordinanza comunale di Roberto Gualtieri contro i «botti» di fine anno è stato clamoroso: nemmeno il primo cittadino milanese Beppe Sala, uno che ha dato innumerevoli prove di «fantasia al potere», si è cimentato in una simile impresa. «È come voler tappare una diga che perde acqua con un dito, magari il mignolo», secondo il commento di alcuni esponenti dello stesso Pd romano di cui fa parte Gualtieri. Altri hanno affermato che «questa cosa ricorda il tizio che in un passato governo diceva di aver sconfitto la povertà», per finire con chi vede «un accordo di alto livello con chi voleva creare il reato di negazionismo climatico». E tutto si è tradotto in una perdita di tempo per gli uffici, per scrivere un testo che chiunque sapeva destinato al cestino dell’immondizia: anche perché, a tre giorni dal Capodanno, tutti avevano già acquistato quei «petardi, botti e artifici pirotecnici» destinati ad allietare la mezzanotte del 31 dicembre. Ma il sindaco pensava forse che ai romani sarebbero bastate «fontane luminose, tubi bacchette lancia -coriandoli, scintillanti», ovvero l’oggettistica da monastero consentita dall’ordinanza? E dove avrebbe reperito migliaia di agenti pronti a sanzionare in ogni angolo della città, correndo ogni genere di rischio, i padri di famiglia armati di petardi?

 

 

Oltretutto, secondo i genitori in possesso da giorni di tutti gli elementi vietati nelle feste e che dovevano rallegrare i piccoli, la cosiddetta «santabarbara» non utilizzata per imposizione gualtieriana in quali locali andrebbe collocata? A chi andrebbero consegnati i «botti» inesplosi? A proposito, in Arabia Saudita già dicono che nel 2030 a Riyad ci sarà uno spettacolo pirotecnico mai visto, per festeggiare l’inaugurazione dell’Expo...Le feste sono state tristi per i Ferragnez. E qualcuno si chiede se Chiara Ferragni legge i giornali. Almeno uno dei suoi manager dovrebbe farlo, perché sui quotidiani del 25 luglio, esattamente cinque mesi prima di Natale, numerosi articoli erano dedicati alla Guardia di Finanza che «monitora gli influencer». Era stata anche avvisata, la signora Fedez: su «ItaliaOggi» si poteva leggere, quel giorno, che «emergono sempre più casi di influencer evasori totali o parziali», che «non dichiarano i redditi percepiti dalle sponsorizzazioni o i compensi percepiti direttamente dalle piattaforme», ricordando che analoghe iniziative antievasione erano state già avviate da nazioni quali Francia, Regno Unito, India e Belgio. E solo in Italia il valore della cosiddetta «influencer economy» era stato valutato come «superiore a 300 milioni di euro». Quindi, non sono mancati nemmeno i tempi per un «ravvedimento operoso».

 

 

Un progetto rivoluzionario per la fornitura di energia pulita da fonte solare nello spazio per soddisfare le esigenze terrestri: Thales Alenia Space, guidata in Italia da Massimo Claudio Comparini, è stata selezionata dall’Esa, l’Agenzia spaziale europea, per condurre lo studio di fattibilità dell’iniziativa Solaris. Non solo: Andrew Stanniland, ceo di Thales Alenia Space in Uk, afferma che l’avvio di una «partnership con Space Solar per sviluppare nuove soluzioni ambiziose per ‘raccogliere’ l’energia solare in orbita e rimandarla a a terra è un passo importante ed estremamente sfidante in questo percorso. I nostri team apporteranno un’ampia gamma di competenze e abilità per contribuire allo sviluppo di fonti di energia pulita». Il futuro sarà pieno di energia.