il commento

Meloni in Africa e i rosiconi che sparlano di nuovo colonialismo

Santi Bailor

La politica del governo di centrodestra su energia e immigrazione è azzeccata e ben centrata e riguarda interessi e necessità italiane e quindi interessi e necessità europee. Partiamo dall’energia. È evidente che in tempi di sanzioni occidentali alla Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina ordinata da Putin e con una guerra in corso, il progetto geopolitico ed energetico di far dell’Italia l’hub del gas nel Mediterraneo per l’Europa è interesse di Roma ma pure di Bruxelles. Se dall’energia passiamo all’immigrazione, ci accorgiamo che di recente la stessa presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha parlato di confini europei, uno dei quali è appunto il Mediterraneo dove l’Italia è allungata.

 

 

Ora come ha spiegato ieri il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la sua visita in Libia - dato che «i numeri dell’immigrazione irregolare verso l’Italia dalla Libia sono ancora alti nonostante gli sforzi, e oltre il 50% delle persone» che vengono da lì «sono irregolari», persino un ingenuo capirebbe che la gestione delle politiche migratorie è questione italiana ed europea assieme. Perciò chi oggi parla di nuovo colonialismo riferendosi ai viaggi in Algeria e in Libia della Meloni o alle politiche del centrodestra su energia e immigrazione, dice una cosa che con la politica del governo italiano c’azzecca zero, idem con la realtà. E che sa molto di pregiudizi e di secolo scorso. Rosicare stanca.