Dopo il caso Lavitola

La “Lehman Brothers” di Sigfrido. Ranucci fa gli scatoloni e filma tutto

Addio all’ufficio di Report. E s’inventa l’asta con gadget e premi

Addio alla stanza di Report. L’ultima puntata della telenovela social di Sigfrido Ranucci riecheggia i famigerati scatoloni della Lehman Brothers. Era il settembre 2008 e centinaia di dipendenti della megabanca d’affari lasciavano gli uffici di Manhattan portando con sé i propri effetti personali, immagini che diventarono il simbolo della peggiore crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione.

Con evidente sprezzo delle possibili ironie, il giornalista estromesso dalla conduzione di Report - col placet del giudice del lavoro - per la vicenda della «bomba amica» di Valter Lavitola ha pubblicato un nuovo video. Documenta il doloroso distacco, emotivo e materiale, dalla trasmissione (va detto che a differenza dei dipendenti di Lehman Bros, Ranucci conserva il suo posto in Rai, con l’azienda che gli ha offerto ruoli di pari rilievo).

Ebbene, come cantavano gli Eagles in Hotel California, puoi lasciare la stanza quando vuoi ma non potrai andartene mai davvero. E così Sigfrido riempie gli scatoloni di cimeli e ricordi. «Ecco, dopo 20 anni abbandono la stanza», racconta mentre filma le suppellettili del cuore: un curioso porta-banane, alcune «lattine storiche», un pezzo di carbone dell’acciaieria di Mariupol. E ancora una di quelle tartarughine che amava regalare Maurizio Costanzo e un cornetto cacciaguai di de Magistris. Lettere di ammiratori e cimeli, come il maglioncino «che mi è stato regalato perché nei primissimi tempi, quando per scrivere in pace venivo agli studi addirittura alle 4 o 5 del mattino», col freddo che c’era...

Insomma, a momenti ci scappa la lacrimuccia. Il giornalista, infatti, mostra i tanti riconoscimenti ottenuti e annuncia: «Questa è una parte dei premi che è rimasta qui, c’è pure il certificato di cittadinanza onoraria di Genzano... Li metterò all’asta per beneficenza, vi informerò quando» succederà. Evvai! Chi non è disposto a sborsare una somma anche cospicua per sfoggiare in salotto la pergamena di Ranucci cittadino onorario di Genzano, in più facendo anche del bene?

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