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M5S: Di Marzio, 'lascio Gruppo, contro di me epurazione di fatto' (3)

(Adnkronos) - "Avverso simili censure, con involontaria eloquenza, non si è registrata alcuna presa di posizione ufficiale in difesa di un essenziale principio democratico -ha detto ancora l'ormai ex senatore M5S- cui si era, altrimenti, costantemente inneggiato, lasciando così che venissi additato quale eretico, ovvero, meno eufemisticamente, traditore.

"Mentre quell'indifferenza si sarebbe potuta ascrivere all'irrilevanza dell'accaduto, non può invece risultare accettabile, per quanto mi riguarda, il silenzio che ha accolto giudizi con cui, lungi dal rispettare principi fondanti, è stata invece esplicitamente stigmatizzata, pur se in forma impersonale, la scelta da me compiuta".

"Ho assistito al ricorso, anziché ad argomenti di merito, a triti luoghi comuni e a strategie di ammonizione e colpevolizzazione mediante argumenta ad baculum, gli argomenti del bastone, del tipo: chi compie queste scelte sarebbe animato dall'interesse a innescare una crisi di governo per andare a elezioni anticipate; si assumerebbe la responsabilità di accollare alla collettività il costo di un referendum inutile, perché di esito scontato; ovvero -ha concluso Di Marzio- con argumenta ad hominem, argomenti della denigrazione personale, del tipo: chi compie certe scelte sarebbe animato da narcisistici desideri di un'ora di notorietà; da intenti ricattatori, per ritrattare, a fronte di contropartite; da meschina volontà di rivalsa per il mancato riconoscimento di meriti presunti; dall'obiettivo di garantirsi prospettive di accesso a future prebende, altrimenti utopiche".

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