3 mln a Milano-Bicocca per scoprire legame tra pensiero e linguaggio
Roma, 23 ott. (Adnkronos Salute) - Il linguaggio dei bambini, uno specchio dei nostri pensieri. E' l'idea su cui si fonda il progetto di un team di ricercatori italo-tedesco che si è aggiudicato uno dei 37 Synergy Grant recentemente assegnati dal Consiglio europeo della ricerca (Erc). Il gruppo formato da Artemis Alexiadou (Humboldt-Universität di Berlino e Leibniz-Centre General Linguistics, Berlino), Maria Teresa Guasti (Università di Milano-Bicocca) e Uli Sauerland (Leibniz-Centre General Linguistics, Berlino e University di Potsdam) ha ricevuto oltre 10 milioni di euro, 3 dei quali vanno al dipartimento di Psicologia di Milano-Bicocca, per il progetto 'La realizzazione del sogno di Leibniz: il linguaggio dei bambini come specchio della mente'. A partire dal 2020, i ricercatori studieranno come i bambini usano il linguaggio, in 50 lingue diverse parlate in varie parti del nostro pianeta, per capire la relazione con il pensiero. E' infatti il primo che organizza il secondo, o viceversa? Per più di 100 anni si è ipotizzato che il linguaggio desse forma ai nostri pensieri, mentre i tre ricercatori intendono ritornare all'idea secondo cui il pensiero viene prima della realizzazione linguistica. Una delle novità del progetto sta nel mettere in discussione l'ipotesi che esista una corrispondenza 1:1 tra pensiero e linguaggio. Il pensiero è estremamente complesso e può essere espresso nel linguaggio solo dopo aver subito un'operazione di 'compressione'. I ricercatori studieranno gli errori che i bambini compiono quando parlano: per esempio, i piccoli italiani tra i 3-5 anni talvolta dicono 'la macchina con senza ruote' anziché 'la macchina senza ruote'. Crescendo, imparano che 'con' è superfluo. I bambini tedeschi, olandesi e portoghesi compiono lo stesso errore. In inglese, invece, la struttura complessa 'con senza' è corretta dal momento che la parola 'without' è la combinazione di 'with' e 'out'. Secondo i ricercatori, questa combinazione esprime la struttura del nostro pensiero, cioè la combinazione dei concetti 'con' e del concetto negativo 'senza'. In italiano, tedesco, olandese e portoghese, tuttavia, la struttura del pensiero viene compressa quando è espressa linguisticamente e la parola 'con' è rimossa. "Con questo progetto - spiega la professoressa Maria Teresa Guasti, docente di Linguistica del dipartimento di Psicologia di Milano-Bicocca - indagheremo la grammatica del pensiero studiando le lingue parlate dai bambini per capire in che modo il pensiero determina le lingue parlate da tutti noi. Proveremo a capire, inoltre, se la grammatica del pensiero possa diventare la nuova lingua dell'intelligenza artificiale".
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