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Spazio: c'è metano su Marte, arriva conferma strumento italiano PFS (3)

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AdnKronos
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(AdnKronos) - Le simulazioni sono state eseguite considerando scenari realistici di emissione di gas, come i tipici andamenti di rilascio del gas dalle rocce osservati sulla Terra. I risultati del modello, sviluppato dal Royal Belgian Institute for Space Aeronomy (BIRA-IASB), indicano che una regione situata circa 500 chilometri ad est del cratere Gale ha un'alta probabilità di essere il luogo di origine del metano osservato. Un'analisi geologica, completamente indipendente dal modello atmosferico, ha indicato la stessa regione di provenienza. Giuseppe Etiope dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma spiega che il team ha "studiato il contesto geologico marziano in un'ampia regione attorno al punto di rilevazione del gas, alla ricerca di strutture che potrebbero essere associate al rilascio di metano". "La regione più interessante dal punto di vista geologico è proprio la stessa indicata dai modelli di circolazione globale. Questa vasta area include il terreno fratturato di Aeolis Mensae che ospita, in un settore chiamato Medusae Fossae Formation (MFF), numerose faglie e un sottosuolo ricco di ghiaccio, come il permafrost diffuso nelle aree fredde della Terra". "Poiché il permafrost può contenere metano o fornire una copertura impermeabile per la risalita di gas è possibile -conclude Etiope- che il metano venga rilasciato lungo le fratture in maniera episodica, per parziale scioglimento del ghiaccio, per sovrappressione del gas che si accumula nel sottosuolo, eventi sismici o per l'impatto di meteoriti".

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