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La storia

Dior, il maialino che si crede un cane

Adottato da piccolo, vive in casa e va a spasso con la padrona vegetariana. Al parco vorrebbe.....

Si chiama Dior, va a spasso con la sua padrona e crede di essere un cane. Ha otto mesi. È stato adottato quando era ancora un maialino da latte. Non ha quindi ricordi della sua mamma, dei suoi simili o della stalla in cui è nato. È cresciuto e vive in un appartamento, nel centro di Roma, nel signorile quartiere dell'Aventino, tra ambasciate e villette. Ha incontrato solo cani nelle sue passeggiate per strada o nei parchi cittadini. "Secondo me è convinto di essere anche lui un cane – spiega la proprietaria – Per questo quando li vede, si avvicina e vuole giocarci. Loro abbaiano e lui grugnisce. I cani però si accorgono che Dior non ha il loro odore, né le loro sembianze. Alcuni lo annusano incuriositi, altri lo aggrediscono. I segni che porta sul collo ne sono la testimonianza". Il porcellino abita in un condominio. Quando non esce per andare a spasso, circola tra salone, camera da letto e cucina, perché l'appartamento in cui vive non ha terrazzo, né balcone. "Spesso me lo ritrovo seduto sul divano. Ingombra un po', ma alla fine mi fa compagnia", sorride la sua padrona. "Ma come si fa a gestire un maiale in casa, senza che diventi un porcile?", è la domanda che quasi tutti pongono alla signora Lucrezia (nome di fantasia). La risposta èdisarmante: "È come avere un cane. Ha le stesse necessità".

Chissà se lo stilista francese Christian Dior sarebbe inorridito all'idea che il suo nome, nonché quello della sua famosa griffe di moda, sarebbe stato "indossato" un giorno da un suino. Forse è solo suggestione, ma a vederlo camminare per il giardino degli Aranci, Dior ha un so ché di elegante. Persino il suo guinzaglio non è comune: una catena dorata. Ha capito di stare in passerella, come in una sfilata. Chiunque incontri sul suo tragitto non può fare a meno di voltarsi e fermarsi ad accarezzarlo. Anche la sua padrona è abituata ormai a stare al centro dell'attenzione. Con pazienza risponde alle curiosità dei passanti: "Li capisco. Pure io farei mille domande".

Ma come è venuto in mente alla signora Lucrezia di prendere come animale da compagnia un maiale, invece che un cane, un gatto o un più banale (ma meno impegnativo) canarino? "Una mia amica un giorno mi ha chiamato per dirmi che avrebbero macellato un porcellino appena nato. Mi sono intenerita e ho deciso di salvarlo. Sono vegetariana da 40 anni, da quando ne avevo 15. All'epoca non era così comune fare questo tipo di scelta alimentare. Non era una moda, come capita spesso oggi. In tanti mi scoraggiavano, specie quando rimasi incinta. Invece non ho mai avuto problemi. Poi il destino ha voluto che mia figlia sia diventata una nutrizionista".

In fondo, quella che appare come una stramberia – avere un suino da passeggio – può avere una spiegazione sociologica. Lo diceva anche il politico britannico Winston Churchill: "Mi piacciono i maiali. Il cane ti guarda dal basso. Il gatto ti guarda dall'alto. Mentre il maiale ti tratta da suo pari".

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