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"Caro Satana, tuo Belzebù"

Dialoghi immaginari tra Andreotti e Cossiga

Una valanga di inganni e strafalcioni sull'impeachment all'amatriciana

Francesco Cossiga

Caro direttore, Salvini è argomento di conversazione anche in paradiso. Nel salotto buono del cielo hanno organizzato una festa per i 90 anni di Cossiga che, per non smentirsi, si è presentato con la sua tradizionale vestaglia di seta rosso-bordeaux mentre Andreotti, sempre timoroso di prendere freddo, è in pullover blu a doppio petto a coste larghe. "Il Picconatore", felice della sorpresa e di buon umore, sorseggia il solito bicchierino di whisky pronto a dare battaglia nella partitina di poker: «Don Giulio, ora che arriva Marchionne non sarai più l'unico con il pullover blu, dovrai cambiare look, magari vestire di bianco, come Scalfaro e Colombo». Il Divo di rimando: «Guarda che il golf di Marchionne è nero». C.: «Sempre a voler avere l’ultima battuta! Ma sai la novità di ieri? Ti hanno fregato un altro soprannome». A.: «Francesco, dovresti smetterla di stare sempre collegato ai social, a me la mazzetta dei giornali arriva con 48 ore di ritardo e forse è un bene. Invece non mi arriva più il giornale del trotto, senza più ippodromi niente più corse. Sapessi come mi divertivo a scommettere: mi manca quel mondo, con tutti quei personaggi così pittoreschi, mi rilassava. Ma cos’è che mi hanno preso?». C.: «Non sei più il solo Belzebù». A.: «E chi lo dice, il solito Caselli nell’ennesimo articolo su Il Fatto?». C.: «Macché, lascia stare il Fatto». A.: «Allora è quel mangiapreti di Feltri. Sempre simpatico con me quel ragazzaccio...una volta l’ha pure ringraziato mio figlio Stefano....?» C.: «Ma no, sei lontano. Pensa, ti hanno tolto il titolo, quelli di Famiglia Cristiana». A.: «In Vaticano è proprio una Casamicciola. Ne parlavo ieri con il sacrestano di San Pietro, le lamentele della Curia arrivano fino quassù, ormai non si parla più romano ma una Babilonia di lingue. E chi dovrebbe essere questo nuovo collega Belzebù?». C.: «Salvini, il capo della Lega che oggi è il Ministro dell'Interno». A.: «Due suoi predecessori, Scelba e Tambroni, sarebbero molto fieri di lui. A me in realtà i leghisti non sono mai stati tanto simpatici». C.: «Certo, tu hai un po’ il dente avvelenato da quando il vecchio professor Miglio ti aveva promesso i voti per il Quirinale e poi Bossi ti fregò». A.: «Figurati, acqua passata. Ma non mi dire che Salvini se l'è presa per Famiglia Cristiana!». C.: «Sì, ha risposto nel suo stile, la Chiesa si dovrebbe occupare dei preti pedofili e non di chi cerca di far rispettare la Legge e che lui, a Pontida, da buon cristiano, ha addirittura giurato sul Rosario. Tu cosa gli consiglieresti?». A.: «Lasci perdere padre Spadaro che ne è l’ispiratore, lui cerca solo un po’ di visibilità, è pur sempre siciliano e gesuita. Tutta la stampa cattolica, a partire anche dalla nostra tanto amata e gloriosa Civiltà Cattolica, è in crisi nera: di copie, di contenuti e soprattutto di idee. E poi, di questi tempi Belzebù è quasi un complimento». C.: «Ma che dici… un complimento?». A.: «Certo. Nel libro di Giobbe, Belzebù è un angelo, anzi il più bello dei figli di Dio. E con il nome di Sha Tan è anche un procuratore del Re nei tribunali babilonesi». «Insomma - sdrammatizza Cossiga - una specie di Caselli. Ma questa volta, visto che festeggiamo il mio compleanno, l'ultima parola la voglio avere io e mi finisco questo whisky». A.: «Auguri Francesco. Io a gennaio ne faccio 100 e qui si sta bene». Ridacchia il Divo.

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