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Lazio, ingaggi più alti e tante conferme

La strategia del club biancoceleste per raggiungere la Champions

Luigi Salomone
Luigi Salomone

Giornalista per passione, Lazio, pollo arrosto con tante patate al forno, tradizione Roma Nord Ponte Milvio, Gesù e Maria al Fleming

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La strategia è chiara: pochi acquisti, conferme eccellenti e rinnovi per stimolare qualche campione rimasto quando il divorzio ormai sembrava inevitabile. La Lazio vuole raggiungere la Champions così, senza fare il passo più lungo della gamba, perché indebitarsi significa presentarsi al prossimo giugno con l'obbligo di vendere qualche giocatore al prezzo dell'eventuale acquirente. La libertà di poter decidere è un valore troppo importante per il presidente Lotito, la possibilità di non essere ricattato o messo alle strette perché bisogna fare qualche plusvalenza salvabilancio è un bene a cui il club non vuole rinunciare. Quindi, avanti senza colpi di testa, quelli che sicuramente creano entusiasmo e fanno sognare la tifoseria finora piuttosto fredda: questo è il merito e allo stesso tempo il limite di un metodo di lavoro che comunque negli ultimi anni è valso dieci finali e cinque trofei. Senza la Champions, però, agognata, inseguita, sfiorata ma mai agguantata. La Lazio ci riprova dunque con Milinkovic, Correa, Caicedo e Luis Alberto, tutti confermati e con la prospettiva di rinnovare e allungare, a cifre più alte, il loro contratto. Gli annunci sono vicini, si attende solo per mere questioni fiscali, ma gli accordi ci sono per tutti. Il monte ingaggi salirà oltre i 72 milioni attuali, già più alto di venti milioni rispetto a cinque anni fa, Lazio sesta in classifica lontana dalle big ma con un discreto vantaggio sulla settima. Tra qualche giorno saranno ben sei i calciatori con un ingaggio di oltre 2 milioni e, nel caso di Milinkovic, si arriverà a sfiorare i 4 milioni. Il salto di qualità c'è stato, graduale magari, senza quel colpo a sorpresa che avrebbe impreziosito la strategia lotititana dei piccoli passi. Un guizzo sarebbe servito eccome a una società che si basa sulla passione della gente ma ormai non resta che sperare, alla faccia dei gufi. La Lazio vuole la Champions, sarà la volta buona?

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