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La nave Alex attracca a Lampedusa. Ira Salvini: i migranti restano a bordo

Braccio di ferro sul possibile trasferimento della ong a Malta. Polemica anche con la Germania, Seehofer scrive al ministro dell'Interno: "Apra i porti"

La nave Alex attracca a Lampedusa. Ira Salvini, nessuno può scendere

Il veliero Alex di Mediterranea ha forzato il blocco e ha attraccato nel porto di Lampedusa. Ma i 46 migranti e l’equipaggio restano a bordo. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, non autorizza lo sbarco e apre due nuovi scontri: uno interno al governo, l’altro con la Germania. Dice di sentirsi politicamente solo, implora l’aiuto della ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, e del ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Il nuovo piano è far difendere i confini di mare dalle forze armate e dalla guardia di finanza: «Domando loro se la difesa dei confini è un diritto-dovere da parte delle istituzioni», polemizza. Trenta però non incassa la frecciata e ricorda che il supporto è stato offerto, ma il Viminale lo ha respinto più volte. L’aiuto che Salvini chiede alla marina, però, è per «bloccare le navi che vogliono portare i clandestini in Italia» e non per aiutarle nel trasporto, puntualizzano fonti del Viminale. È battaglia aperta anche con l’omologo tedesco, Horst Seehofer, che al ministro dell’Interno italiano chiede di cambiare posizione: «Non possiamo assumerci la responsabilità che due navi con i naufraghi sopravvissuti restino per settimane nel Mediterraneo perché non riescono a trovare nessun porto», scrive in una lettera, ribadendo che la Germania è pronta ad accogliere alcuni dei migranti a bordo della Alan Kurdi di Sea Eye (che resta ancora fuori dalle acque territoriali italiane) e di Alex, con una soluzione europea. Ma il ministro dal pugno di ferro non sembra voler arretrare di un millimetro. Domanda anzi al governo Merkel di ritirare la bandiera tedesca alle navi che «aiutano trafficanti e scafisti e di rimpatriare i loro cittadini che ignorano le leggi italiane». Mentre sul veliero i migranti provati da giorni di navigazione restano all’addiaccio, Salvini sostiene di essere sotto attacco e giudica il caso Rackete un precedente pessimo e pericoloso, che legittimerebbe chiunque a «invadere un territorio». Annuncia un inasprimento delle pene per le ong che infrangono le leggi, tramite nuovi emendamenti (che verranno presentati dalla Lega) al Decreto Sicurezza Bis per aumentare le multe fino al milione di euro e rendere più semplici sequestri dei mezzi. Il ’capitanò non molla e si rivolge direttamente a chi sostiene la causa delle Ong: «Infrangendo le leggi non fate un dispetto a me , ma un affronto al popolo italiano».

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