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Qled 8K, visioni dal futuro

Abbiamo provato i nuovi Samsung Q900R. Prestazioni super. E l'intelligenza artificiale ottimizza le immagini con risoluzione minore

Qled 8K, visioni dal futuro

Stavolta il futuro è arrivato troppo presto. O almeno così sembra dopo aver provato i nuovi televisori QLED 8K di Samsung. Un paio di mesi fa erano stati la sorpresa dell’IFA di Berlino, l’annuale fiera dedicata all’elettronica di consumo, poi è arrivato il lancio anche in Italia del modello QLED TV 8K Q900R nei tre formati da 65, 75 e 85 pollici con un prezzo dai 4.999€ ai 14.999€. Non per tutti, certo, ma il dubbio principale che tutti si sono posti è un altro. Ha senso lanciare sul mercato un prodotto capace di riprodurre filmati 8K quando mancano ancora contenuti in 8K trasmessi regolarmente?

La risposta di Samsung è sì. La motivazione principale è nel nuovo innovativo sistema di upscaling, il processo grazie a cui la risoluzione di un’immagine viene adattata a quella del televisore. Sulle tv tradizionali questo compito si basa sull’interpolazione, cioè il riempimento, per approssimazione, dei pixel mancanti. Samsung invece ha ricominciato da capo: sui nuovi tv il processo è gestito dal sistema 8K AI Upscaling basato sull’intelligenza artificiale, che grazie a un server decostruisce e analizza le immagini trovando il modo migliore per adattarle e ingrandirle. Il risultato del lavoro del server sono 256 algoritmi fra cui l’AI Quantum 8K, il processore della nuova tv 8K, può scegliere i più adeguati al tipo di immagine riprodotta.


Ma chiacchiere tecniche a parte, dalla prova in una sala Home Theatre dello showroom Garman di Roma il risultato, a cui ha contribuito non poco l’impianto audio, è notevole. Nonostante la difficoltà di riempire con un segnale anche a bassa definizione i 33 milioni di pixel del pannello da 4000 nit, la tv Samsung si comporta benissimo senza alterare la qualità dell’immagine, ma al massimo solo accentuando effetti come la grana della pellicola. E vale per tutti i tipi di sorgente video, dal digitale terrestre fino a Netflix o Sky.

Con un segnale in 4K l’immagine, se possibile, migliora ancora di più rispetto a quella di una tv 4K, diventando più pulita e definita. Samsung assicura poi che il sistema di adattamento dell’immagine migliorerà nel tempo grazie al continuo lavoro del server AI. Discorso a parte, invece, per i contenuti in 8K nativi, ancora pochi per poter parlare anche solo di varietà di scelta, ma comunque impressionanti.

Le immagini dei capolavori del Bernini o le riprese spaziali degli astronauti dalla Stazione Spaziale Internazionale, scelte fra i documentari messi a disposizione da Chili, sono una gioia per gli occhi: le figure, dai contorni netti e definiti, sembrano staccarsi dallo schermo, risaltando la profondità di campo ed evidenziando tutti i dettagli dell’immagine, dalla tessitura delle tute spaziali alle sfumature del marmo. Anche avvicinandosi allo schermo è difficile, ma non impossibile, distinguere la fitta rete di pixel del pannello

Insomma, per tornare al dubbio iniziale: forse il futuro è davvero arrivato troppo presto, dato che i primi contenuti in 8K distribuiti con regolarità arriveranno almeno fra due anni, e soprattutto perché il modello attuale per quella data potrebbe essere già obsoleto. Samsung però promette aggiornamenti continui e se non si vuole badare a spese per guardare film e serie tv al massimo della qualità, il QLED TV 8K Q900R sembra, attualmente, la scelta migliore.

 

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