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Lo smartphone è pieghevole: ecco l'Infinity Flex Display di Samsung

Il prototipo del telefono flessibile come un notebook lanciato durante la Samsung Developer Conference 2018 di San Francisco

Lo smartphone è pieghevole: ecco l'Infinity Flex Display di Samsung

Finalmente è arrivato. Dopo anni di rumor, brevetti e indizi Samsung ha presentato il suo primo smartphone flessibile durante l’evento d’apertura della quinta Samsung Developer Conference, la conferenza annuale dedicata agli sviluppatori e organizzata a San Francisco. Il dispositivo monta il nuovo schermo Infinity Flex Display, che sarà grande 7,3 pollici e si potrà piegare come un libro così da utilizzare metà della cover esterna come schermo più piccolo. Il nome, il design e la data di uscita sono però ancora avvolti nel mistero.

La produzione del nuovo dispositivo dovrebbe iniziare nei prossimi mesi e quindi l’appuntamento per saperne di più e alle prossime fiere tecnologiche invernali. Nel frattempo si sa che sarà possibile gestire fino a tre app contemporaneamente sfruttando la nuova interfaccia One UI e la potenza dello smartphone, che da quel poco che si è potuto intuire sembra essere un po' ingombrante da mettere in tasca. Per quanto riguarda il software, Google ha annunciato il suo supporto per lo sviluppo del nuovo smartphone Samsung e più in generale per i prossimi dispositivi flessibili.

Ma il prototipo presentato dall’azienda coreana non è il primo smartphone flessibile mostrato al pubblico. Samsung è stata battuta di qualche giorno dalla sconosciuta azienda cinese Royole, che ha presentato lo scorso 31 ottobre FlexPai, dispositivo con display flessibile da 7,8 pollici che sembra sviluppato e costruito molto di fretta. Quando è piegato lo smartphone misura uno spessore di più di un centimetro e mezzo e dal punto di vista del design non ispira molto.

Nei prossimi mesi altri grandi brand dovrebbero seguire la strada aperta dello schermo flessibile. Per il resto il focus della conferenza è stato l’intelligenza artificiale, su cui Samsung investirà 22 miliardi di dollari da qui al 2020, e Bixby, l’assistente virtuale di casa Samsung già disponibile su frigoriferi, smartphone, tv e che entro i prossimi due anni sarà implementato su tutti i dispositivi prodotti dal colosso sudcoreano. Per ora Bixby supporta solo l’inglese, ma è stato annunciato che nei prossimi mesi arriveranno altre cinque nuove lingue, fra cui, finalmente, l'italiano.

L’obiettivo è quello espandere e diversificare gli utilizzi dell’intelligenza artificiale e per farlo Samsung lancia Bixby Developer Studio, uno strumento messo a disposizione degli sviluppatori per creare app e funzionalità, le Bixby Capsule, che saranno disponibili per gli utenti tramite Bixby Marketplace. Samsung promette massima libertà agli sviluppatori, ma chissà se basterà per risollevare le sorti di un assistente virtuale che finora non ha riscosso molto successo fra gli utenti.

 

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