L’uva si ustiona al sole proprio come accade alla nostra pelle. Un problema che si avverte specialmente in Australia, da dove arriva anche la soluzione. Parliamo di una crema solare per gli acini: a riportare la notizia in Italia è il sito Winenews.it. Il procedimento, in viticoltura, consiste nel creare una patina di caolinite che possa assorbire i raggi Uv, così da evitare che l’uva si scotti. Lo confermano le dichiarazioni di Bruce Tyrrell, presidente di Tyrrell’sWines nella Hunter Valley, alla Bbc: “Voi mettete la protezione solare ai vostri figli quando li portate al mare - ha dettoTyrrell - e noi facciamo lo stesso con i nostri acini d’uva”. Inoltre, tutto il procedimento avviene “senza che rimanga alcun residuo sulle uve - ha spiegato il presidente di Tyrrell’sWines - mentre il vigneto assume un divertente colorito tra il blu ed il bianco”. Oggi i viticultori si occupano del problema del sole e del rischio di “bruciature” delle uve con la gestione della chioma: in realtà l’uso di queste creme solari rappresenta più che altro una replica al cambiamento del clima.Inoltre, tra il 2012 ed il 2014 l’Agwa - AustralianGrape and Wine Authority ha effettuato dei test di applicazione di “creme solari per uva” a base di argilla (Surround e Screen Duo). Dai risultati dei test, pubblicati lo scorso novembre, risulta che queste polveri servirebbero a proteggere l’uva dal calore: non solo per diversi giorni consecutivi a 35° C, ma anche per un’intera giornata al di sopra dei 40° C. Non solo: le polveri, infatti, sarebbero utili anche ad accelerarne la maturazione. L’importante -hanno sottolineato i tecnici - è che il processo venga eseguito a temperature inferiori ai 28° C: in caso contrario “il preparato si secca prima di toccare le uve”.
Una crema solare per proteggere l'uva
Niente più acini bruciati con il nuovo procedimento per la viticoltura
