Quarant'anni fa era una "profezia". Grazie a quel sottotitolo, "autentico italiano", che voleva tracciare una strada per i vini made in Italy all'estero. Oggi quella storia festeggia una svolta. Il marchio Canaletto diventa una società partecipata al 75% dalla cooperativa viticola trentina La-Vis (attraverso la controllata (Casa Girelli S.p.A.) e al 25% da Simest S.p.A. La prima trading globale de vino. La novità è particolarmente significativa, soprattutto in una realtà come quella italiana che ha difficoltà a "fare rete" per permettere ai prodotti italiani di conquistare fette di mercato all'estero. Canaletto vuole essere quella rete. L'obiettivo lo ha illustrato chiaramente Marco Zanoni, ad di La-Vis, durante il "battesimo" che si è svolto nelle sale dell'hotel Aldrovandi Villa Borghese a Roma: "La Canaletto ha come principale obiettivo quello di costruire reti di distribuzione e di rappresentanti in ogni mercato di sbocco, fornendo loro un'ampia gamma di prodotti e, soprattutto, la certezza che alle loro spalle esiste la capacità produttiva necessaria per affrontare grandi mercati". Il modello, ha sottolineato l'ad di Simest, Massimo D'Aiuto, è quello della Francia, "capace di accompagnare una produzione artigianale con una rete di distribuzione decisamente internazionale". Canaletto sarà quindi una piattaforma del "vino di qualità", in grado "di fare trading, ma anche di dare valore ai nostri prodotti sui mercati". Per questo il modello è assolutamento "aperto" (chiunque vuole può affidarsi a Canaletto, ma anche decidere, volendo, di partecipare al capitale sociale della società) e mira a proporsi come luogo di "aggregazione" di aziende. Ma anche per questo i passi da compiere sono ancora molti. Canaletto nasce con un plafond di circa 11 milioni di fatturato realizzato nel 2013 e punta a raggiungere i 22 milioni nel 2018. Per farlo ha in programma di realizzare tra società operative che si chiameranno Ethica Wines. Una, già attiva, negli Stati Uniti. Le altre, che nasceranno nei prossimi sei mesi, in Asia e Russia. La "nuova vita" di Canaletto, però, passa anche da una nuova concezione, un nuovo modo di comunicare i prodotti: non più solo attraverso i marchi, ma soprattutto attraverso i territori. Che sono il vero elemento in più su cui l'Italia può puntare per veicolare se stessa e i suoi prodotti. Un viaggio in Italia comodamente seduti sul divano di casa, con davanti un bel bicchiere di vino. Chi può chiedere di più? La-Vis. È una cooperativa viticola di 1.150 produttori che controlla un gruppo che fattura circa 90 milioni di euro e commercializza oltre 45 milioni di bottiglie. Oggi, anche attraverso Canaletto, l'azienda punta a rilanciare i suoi marchi di qualità, riportandoli sul mercato internazionale. Simest. È la finanziaria per per lo sviluppo internazionale delle imprese italiane. Costituita nel 1991, il 76% del suo capitale sociale è oggi detenuto da Cassa depositi e prestiti mentre il 24% dalle principali banche italiane. All'inizio della sua attività si occupava di investimenti in equity e assistenza allo sviluppo estero delle imprese italiane. Dal 1999 gestisce anche i fondi pubblici per l'internazionalizzazione. Dal 2011 sostiene le imprese anche in Italia per lo sviluppo produttivo e l'innovazione.
Nasce Canaletto, la piattaforma per il vino italiano di qualità
La-Vis e Simest insieme per cercare di conquistare i mercati di Usa, Russia e Asia
