A Roma arriva una settimana piena di «bollicine». Ma non bollicine qualsiasi: dal 24 al 31 ottobre si potrà assaggiare, degustare e conoscere un autentico monumento della tradizione spumantistica italiana, il Trentodoc, fiore all’occhiello della tradizione vincola trentina e che sulla carta d’identità porta la data di nascita addirittura del 1902, quando un giovanissimo innamorato dello champagne, Giulio Ferrari, che poi diventerà il patron della storica casa Ferrari, produsse le prime bottiglie di uno spumante fatto con le barbatelle di chardonnay portate dalla Francia e piantate sulle colline intorno a Trento. Un’intuizione geniale, perché su quei terreni che per certi versi ricordano proprio quelli della Francia con grandi percentuali di calcare, l’uva dava risultati straordinari. E dopo soli quattro anni, nel 1906, il giovane Ferrari, con quello spumante vince anche la medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Milano. Oggi quello spumante, che viene ottenuto con la stessa tecnica dello champagne, dunque rifermentazione in bottiglia sui lieviti, è conosciuto e apprezzato nel mondo e dal 2007, sotto il marchio Trentodoc, riunisce 39 aziende spumantistiche. I vitigni utilizzati sono quelli tradizionali, chardonnay, pinot nero, pinot bianco e piccole percentuali di pinot meunier, per una produzione complessiva che sfiora gli 8 milioni di bottiglie. La forza e il pregio di queste bollicine «di montagna» (i vigneti sono tutti in colline tra i 200 e gli 800 metri) sta proprio nella terra dove nascono, una zona con notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte, condizione ideale per le uve di accumulare profumi e fragranze. Il Trentodoc ha un perlage inconfondibile, fine e persistente, buona sapidità, mineralità e freschezza, al naso note fruttate e floreali. Ma ogni produttore «gioca» poi ovviamente con i vitigni che gli sono più familiari e congeniali aggiungendo o «sottraendo» profumi e sapori. Così Ferrari produce il Trento extra brut perlè nero 2007 con pinot nero in purezza ma anche un Trento brut maximum realizzato con 100% di chardonay. L’azienda Balter ha invece il Trento brut riserva 2008 realizzato per l’80% con uve chardonnay e 20% pinot nero. Sfumature, dettagli tra bottiglia e bottiglia che si potranno apprezzare a Roma nelle enoteche e ristoranti che hanno deciso di ospitare la manifestazione alla quale hanno aderito 22 cantine con oltre 50 etichette in assaggio. Il 27 ottobre, invece ci sarà la possibilità dalle 16 alle 21, al Radisson Blu Es Hotel Rome, in via Filippo Turati 171, di partecipare ai banchi d’assaggio presenziati da tutte le aziende che presenteranno 50 Trentodoc. In più ci saranno due Seminari di approfondimento. Per partecipare si può prenotare a segreteria@aislazio.it. L’elenco completo dei locali che aderiscono all’iniziativa si trova invece sul sito Trentodoc.com.
A Roma arriva il Trentodoc, bollicine di montagna
Dal 24 al 31 ottobre degustazioni in enoteche e ristoranti. Uno spumante nato più di cento anni fa
