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Estate pazza, Bertani non produrrà l'Amarone

La scelta della storica cantina: "Le uve non garantiscono la qualità"

La decisione è di quelle destinate a fare fragore in tutto il mondo che ruota attorno al vino. E a la categoria  dei produttori. L'azienda Bertani, una delle cantine storiche della Valpolicella, quest'anno ha infatti deciso di non produrre il suo Amarone classico. Colpa di quest'estate pazza che non ha permesso alle uve di raggiungere la maturazione ideale. Insomma  la qualità deve venire prima di tutto per chi, con le bottiglie dell'annata 2006, ha avuto dalla guida Bibenda della Fondazione Sommelier ben 5 grappoli, il massimo. «Chi produce Amarone in fruttai ad appassimento naturale per coerenza al proprio stile, alla propria identità, secondo la tradizione più pura, dovrebbe a nostro avviso rinunciare inevitabilmente a questa annata _ spiega Emilio Pedron, ad del gruppo Bertani Domains_  Noi abbiamo fatto questa scelta per l’Amarone Classico Bertani, è stata una decisione importante, costosa ma coerente con il nostro stile, la nostra identità, e soprattutto di grande rispetto nei confronti dei nostri consumatori e clienti». Qualche avviso della burrasca che stava arrivando c'era stata pochi giorni fa, quando il Consorzio Tutela vini della Valpolicella aveva chiesto alla Regione Veneto di abbassare la quantità di uve destinate all'appassimento per produrre il Recioto e  l'Amarone dal 50% al 35%. Proprio per colpa di quest'ultima estate pazza e per garantire la qualità dei vini (Recioto deriva da , orecchie in veneto, a significare che per la produzione vengono presi solo i grappoli migliori, i più esterni, quelli giunti a perfetta maturazione e che non sono danneggiati).  E l'Amarone, che di quel vino è la prosecuzione naturale, tanto che i contadini lo chiamavano recioto , deve avere qualità altissime.«Ricordiamo come l’Amarone Classico Bertani sia un esempio “raro” in cui dal primo anno di produzione è sempre stata mantenuta identica la bottiglia, l’etichetta, il metodo di produzione e lo stile del vino», aggiunge Pedron. Che ribadisce come abbia inciso, in questa strategia, anche la volontà di non procedere con un appassimento “forzato” (come comunque consentito dal Disciplinare di Produzione): «Con appassimento in fruttai tecnologici è infatti possibile la produzione di Amarone il cui risultato è indipendente dalla variabile meteo; in questo caso anche l’andamento climatico nel dopo vendemmia non ha nessun legame qualitativo con il prodotto finale, in quanto l’appassimento avviene in un luogo standardizzato nei paramenti da controllare, come umidità e ventilazione. Bertani da sempre produce il proprio Amarone Classico esclusivamente con appassimento naturale e facendo scelte diverse non sarebbe stato possibile raggiungere quella qualità che è da oltre mezzo secolo il nostro biglietto da visita nel mondo». La sfida agli altri produttori è lanciata.

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