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Nella Valle dell'Aso dove la tradizione incontra la passione per il Bio

In questo spicchio di Marche si trova il 70 per cento della produzione ortifrutticola regionale

Marche, Valle dell'Aso, luogo di una natura di grande bellezza e di specialità uniche che coniugano propensione Bio e valorizzazione della tradizione. «Si sviluppa per oltre 50 chilometri fino alla costa - sottolinea Ugo Pazzi, presidente Slow Food Marche, guida d'eccezione in questo itinerario del gusto - Qui si trova il 70 per cento della produzione ortofrutticola regionale. Tante le particolarità, dalle Pesche della Valdaso, al centro di un possibile progetto Igt, alle Mele rosa, presidio Slow Food. Poi elaborazioni tipiche come i Maccheroncini di Campofilone Igp, nella consuetudine locale delle paste fresche». Proprio a Campofilone, dall'8 all'11 agosto, la 51ma Sagra nazionale di questi celebri Maccheroncini. La cittadina, sulle colline accanto la costa fra San Benedetto del Tronto e Fermo, è un borgo medievale, più un complesso abbaziale, antiche mura a merli ghibellini e vicoli dove domina la pietra. «La Valdaso è in un progetto di produzione integrata, i frutteti seguono un disciplinare secondo un accordo d'area per un'azione agroambientale a protezione di suolo e acque - dice Pazzi - Slow Food fa da perno in un ragionamento sull'agricoltura di qualità fra l'Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche e la Regione». Fra i produttori d'olio, l'Agrobiologica Foglini Livia e Amurri Pierino nel comune di Petritoli, certificazione Bio, pluripremiata, dedita anche ad antiche tipologie di grano per farne pasta dal gusto ritrovato. «Due dei punti cardine per sapori e ambientazioni uniche: Fermo e Porto San Giorgio - continua Ugo Pazzi - La prima ben celebre, la diocesi più importante delle Marche. La Chiesa ha forgiato la struttura economico-sociale e il paesaggio con il sistema della mezzadria: casolari isolati con vasti terreni intorno, realtà oggi trasformate pure in Bed & Breakfast grazie anche a tanti stranieri che hanno investito dando vita a borghi abbandonati. Dominano i piccoli produttori che trasformano i prodotti, fanno confetture, popolano mercati locali: un'individualità con ottimi risultati, ma che rende difficili programmi unitari. Adesso Slow Food regionale intende curare la qualità dei prodotti ma per progetti di ampio respiro». Ottimo momento a pieno gusto, godendo delle delizie locali, di bei vini, è all'«Oste Bar A Vino» (Fermo-piazza del Popolo) del sommelier-chef Giuseppe Rossi che ha un'esperienza parigina alle spalle. Fra le specialità, Vincisgrassi, variante marchigiana delle lasagne al forno, Tortino ricotta e zucchine, Oca bianca della Valdaso prugne e pinoli. «A Porto San Giorgio si unisce il mondo del mare - conclude Pazzi - Da qui a Pedaso si supporta la piccola pesca, fatta entro le 6 miglia con piccole imbarcazioni. Noto il 'Cozzaro Nero'-Basilio Ciaffardoni che alleva le cozze e bivalvi vivi». Cozze e vongole sono specialità della marineria di zona. Qui il momento a tutto gusto è anche nei locali del «Ristorante Damiani & Rossi», bello chalet sul Lungomare Gramsci (www.damianierossitrattoria.com) dove domina il pescato: per rinfrancarsi, Brodetto di pesce dell'Adriatico con pomodoro verde e aceto, Fritto di tuberi e palombo in pastella di borraggine, Linguine alle pannocchie e briciole di pane affumicato, Zuppa di mare cruda e cotta con salsa di mele rosa dei Sibillini.

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