Altrotempo

Le ambasciatrici diventano cuoche per un giorno

Alla Città del Gusto le mogli dei diplomatici di Canada, Filippine, Israele, Thailandia, Giappone, Australia, Egitto, Indonesia, Messico e Corea del Sud, alle prese con la cucina italiana

Ingredienti e piatti italiani nel segno della più sana alimentazione mediterranea, basta mettere tutto nella Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, mescolare con le mogli di ambasciatori stranieri nella Capitale e in questo far venire fuori un pranzo coi fiocchi. Iniziativa divertente quella che ha visto ai fornelli le compagne di vita dei rappresentanti diplomatici di Canada, Filippine, Israele, Thailandia, Giappone, Australia, Egitto, Indonesia, Messico e Corea del Sud. Il Gambero Rosso ha aperto le porte al drappello di Lady, accolte direttamente nel Teatro della Cucina da Paolo Cuccia, presidente dell’azienda leader del settore enogastronomico in Italia. Una breve panoramica su cosa è e cosa fa il Gambero Rosso, poi tutte in cucina, ognuna con la sua postazione, mestoli, coltelli, padelle, pentole e fornelli, sotto la regia e guida dello chef Davide Francesco Cannillo. Una sorta di classe con il professore alla sua postazione e le alunne ai loro banchi. Invece dei libri e dei quaderni, aglio, peperoncino, olio (per l'occasione il siciliano Barbera Lorenzo N°5 da cultivar Nocellara del Belice), prezzemolo e tanto altro. Nessuna barriera di lingua, la pasta la conoscono tutte e in tante si sono già cimentate a prepararla in vari modi. Fra le loro preferenze riguardo le pietanze italiane, il primo piatto predomina, in tutte le sue declinazioni. Molto successo ha la cucina siciliana e meridionale. «La pasta che fanno in Sicilia con i frutti di mare - racconta con il ricordo ben vivo nella mente, Marie Reyes, moglie dell'ambasciatore filippino - E' il tipo di piatto italiano che mi piace di più in assoluto. E poi, la buonissima pizza napoletana!». Concorda la Lady messicana, Martha Espinosa Cantellano: «La parmigiana di melanzane siciliana, ne ho un bellissimo ricordo. Poi adoro i tagliolini al tartufo che ho tentato di riprodurre a casa, ma non sono venute bene come al ristorante. Il fine settimana non vogliamo gente intorno, la nostra famiglia vuole restare nella sua intimità, quindi cucino io se non andiamo al ristorante. Per fare bene i Tagliolini ho bisogno di un consiglio e con questa lezione di oggi voglio stupire marito e figli con altri piatti da preparare». E qui è venuto in soccorso lo chef Cannillo con un semplice stratagemma per evitare che nel mantecare i tagliolini al tartufo, questi si secchino appiccicandosi: basta aggiungere un po' di acqua di cottura della stessa pasta. Il solo burro non è sufficiente. Poi, a impiattamento avvenuto, spargere sopra del tartufo bianco. Ecco il trucco della semplicità per ottenere il massimo del gusto. Dodici donne della diplomazia quindi, messe davanti a tegami e fornelli, in un'avventura che è stata preparazione guidata e anche divertimento, con una delle ambasciatrici particolarmente portata ad affettarsi le dita... ma non se ne farà il nome per evitare incidenti diplomatici. Brave comunque a cimentarsi nei tre piatti messi in lista dal Gambero Rosso: Orecchiette con Broccoli; Tagliatelle alla Bolognese; Spaghetti con vongole. Precisione chirurgica, elegante e attenta della rappresentante del Giappone, Noriko Kohno, che ha eseguito alla lettera le istruzioni giungendo a ottimi risultati. Allegria e creatività nel ministro d'ambasciata thailandese Penprapa Vongkovit e nella prima segretaria della stessa rappresentanza diplomatica, Wanlika Ungsakul, tutte e due molto preparate sui piatti italiani e con voglia di scoprire. «Sono da nove mesi in Italia, amo i piatti del vostro Paese e ho ancora tanto da scoprire - sottolinea il ministro Vongkovit - Devo anche andare alla scoperta del Sud dove una mia amica mi ha più volte detto di andare e di provarne le pietanze». Risate, rumore di tegami, qualche difficoltà iniziale a regolare le piastre a induzione e ogni tanto un rinfrescante bicchiere di vino bianco. Tutte, in quasi tre ore, riescono a creare mirabili riproduzioni dei piatti preparati dallo chef nella postazione che sta loro di fronte. «Pasta innanzitutto anche per me - dice Lady Abir Helmy, Egitto – Preferisco tanto quelle con verdure e ortaggi. Ma quanto è buona quella con le melanzane fritte sopra! Sono stata a Catania e Palermo, splendide città, ottimo cibo. E che dolci! Ma c'è pericolo di ingrassare tanto» conclude ridendo. A mescolare, impiattare, guarnire i piatti anche le lady Sharon Mcgovern del Canada, Orly Gilon di Israele, Robyn Batten dall'Australia. E ancora le prime signore d'ambasciata, Hae Jung Kwak Bae della Corea del Sud, Sonya Parengkuan dall'Indonesia insieme all'aiutante Paola Aspiolinn. Alla fine un diploma di partecipazione per tutte a ricordo di alcune ore passate nel divertimento e alla scoperta di come ingredienti semplici e genuini possono combinarsi senza sforzo, in piatti dai gusti inimitabili. Una delle essenze dell'Italia.

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