I «mostri sacri» non si toccano. Non fosse altro perché se la birra artigianale italiana ha cominciato a diffondersi nella Capitale fino a trasformarla in una sorta di El Dorado per produttori e cultori, è merito loro. Così potremmo citare il Ma che siete venuti a fà , Bir and Fud , Mastro Titta , Open Baladin e via così. Basta nominarli. Ma, proprio come i microbirrifici, anche i locali che servono birra stanno vivendo una stagione di straordinario sviluppo. Così, qui e là, ecco spuntare realtà che vale la pena conoscere. E visitare. Zona particolarmente interessante da questo punto di vista è quella dei quartieri Garbatella-Ostiense. Gli appassionati conoscono sicuramente il Busker Pub di viale Leonardo Da Vinci 287/289 (altra "insegna storica"). Forse, però, si sono persi uno degli ultimi arrivati. Il Bibere Bistrot di via Antonio Pacinotti 83 che ha lo scorso novembre proprio a due passi dal Ponte di Ferro. Tutto nasce qualche chilometro più in là, nel Bibere Beer Shop di via Nicolò da Pistoia, traversa di Circonvallazione Ostiense. Un vero e proprio Paradiso per chi ama la birra artigianale. Il Bistrot è la naturale evoluzione di quell’esperienza. Dieci spine con una ricca selezione di prodotti italiani e esteri ma, soprattutto, una cucina molto raffinata (consulente è lo chef stellato Anthony Genovese). Altro posto da visitare è il Beer Shop di 13 gradi in piazza Bartolomeo Romano nel cuore della Garbatella. Fino a poco tempo fa era un’enoteca con una discreta selezione di birre artigianali italiane. Poi l’enoteca si è ingrandita, ha occupato due locali sull’angolo di via Fincati e al suo posto è arrivato il Beer shop. Un consiglio? Entrate e lasciatevi consigliare dai gestori. Ragazzi giovani che hanno trasformato la loro passione in un lavoro. Anche se l’impressione, varcata la porta d’ingresso, è quella di essere entrati in un piccolo "circolo" dove, tra un assaggio e un altro (recentemente hanno attivato anche le spine) ci si può scambiare impressioni, suggerimenti e, magari, raccontarsi qualche storia di vita vissuta. Da bevitore. L’apertura più recente, però, è quella di Hopside in via Francesco Negri, 39. Proprio di lato a quelli che una volta erano i Magazzini Generali e che oggi sono un cantiere a cielo aperto. Non a caso questo locale, prima di essere un lounge bar "a base di assenzio", è stato un magazzino dove venivano fatte maturare le banane. Gli attuali proprietari, che lo hanno trasformato in un Laboratorio di cucina e di birra artigianale, raccontano che durante i lavori di ristrutturazione i muri "trasudavano" ancora gli odori di quell’antico utilizzo. A ulteriore testimonianza un montacarichi che se un tempo trasportava cassette di frutta, presto potrebbe trasportare cassette di birra. Infatti l’idea veramente originale di Hopside, oltre ad una cucina che spazia dagli hamburger, allo street food a piatti più raffinati (anche qui c’è lo zampino di chef stellati) è quella di aver creato un laboratorio dove, chi vuole, potrà realizzare la propria birra. La strumentazione e le materie prime ci sono tutte. Le celle per ospitare le bottiglie anche. Potrete addirittura disegnare la vostra etichetta. A febbraio cominceranno pure dei corsi organizzati dall’Associazione degustatori birra (andate sul loro sito per saperne di più). Insomma ci sono tutti gli ingredienti per divertirsi. E se siete dei collezionisti chiedete di poter avere un sottobicchiere e un bicchiere con il logo del locale. Ne vale la pena.
Tra il Gazometro e la Garbatella a «caccia» di birre artigianali
Nell'ex quartiere industriale di Roma aumentano i locali per gli appassionati delle creazioni dei birrifici made in Italy
