Altrotempo

A Torgiano, dove il vino è arte

A pochi chilometri da Perugia il comune dal quale è partita la rivoluzione della viticoltura italiana

Torgiano . Per capire qualcosa di questo comune a pochi chilometri da Perugia, e del territorio che lo circonda, bisogna partire da un nome: Giorgio Lungarotti. È lui che negli anni ’60 ha letteralmente rivoluzionato la produzione del vino. In Umbria e in Italia. Non più una bevanda comune, sottovalutata e decisamente bistrattata, ma il frutto consapevole di studi enologici e aggiornamenti tecnologici. Insomma se oggi «parliamo» di vino e ci appassoniamo alle storie umane che si nascondono dietro ogni bottiglia (a partire dalla riscoperta di vitigni autoctoni per troppo tempo dimenticati) è grazie a lui. Per questo, volendo ipotizzare un itinerario alla scoperta di questo territorio, il punto di partenza non può che essere il museo del vin o fondato, proprio da Lungarotti, nel centro di Torgiano, corso Vittorio Emanuele. Poco distante, nella parallela via Giuseppe Garibaldi, potete fermarvi presso il resort Tre Vaselle che con orgoglio si autodefinisce wine-resort. Infatti il loro centro benessere è uno dei primi dedicati alla vinoterapia. Citiamo testualmente dalla presentazione: «Non tutti sanno che l’uva e le sue foglie e il vino hanno proprietà antiossidanti straordinarie e possono avere effetti benefici sulla pelle, la circolazione, le forme di stress, l’invecchiamento cutaneo». Buon divertimento. A questo punto vale la pena prendere la macchina e dirigersi verso la tenuta Castelbuono , 30 ettari nel territorio dei comuni di Bevagna e Montefalco. Qui il vino incontra l’arte. La tenuta, di proprietà della famiglia Lunelli che da tre generazioni guida le cantine Ferrari, ospita infatti una cantina realizzata dal maestro Arnaldo Pomodoro che per l’occasione ha coronato il sogno di diventare architetto (visitabile dal martedì alla domenica su prenotazione). Ispirata al guscio di una tartaruga, si chiama appunto il Carapace . Un’opera unica frutto di uno studio approfondito dell’anatomia dell’animale. Ma, sopratutto, integrata perfettamente nel panorama circostante. Qui nascono il Montefalco Sagrantino, il Montefalco Rosso e il Montefalco Rosso Riserva. Vini ottimi per accompagnare i piatti che nascono dalla creativià dello chef Filippo Artioli che, proprio a Bevagna, in piazza del Cirone, gestisce La Trattoria di Oscar . Recentemente il ristorante è stato protagonista del ritorno sulle tavole umbre di una carne straordinaria come quella del bue grasso . Ma se volete gustarvi appieno la cucina di Filippo vi diamo un consiglio: entrate, sedetevi e lasciatevi guidare dai suoi racconti. Scoprirete un mondo fatto di piccole e medie aziende selezionate con cura per offrire ai clienti il meglio della produzione locale.

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