Una cattiva abitudine ci porta a consumare la frutta secca per lo più nel periodo natalizio. Invece bisognerebbe utilizzarla sempre, magari di mattina, in quanto possiede una grande carica energetica. Le proprietà nutritive (sali minerali, vitamine, grassi), la rendono antiossidante, medicina naturale contro il colesterolo, antisettica, utilissima nella calcificazione delle ossa, lassativa, ricostituente, rinforzante del sistema nervoso, sano e saporito antidepressivo naturale. Ogni giorno ne basterebbero 67 grammi per abbassare il «colesterolo cattivo», proteggendo l'organismo dagli attacchi di malattie cardiache. Povera d'acqua e ricca di fibre, la frutta secca è quella sia col guscio (noci, nocciole, anacardi, mandorle, pinoli, arachidi, pistacchi) sia con la buccia (fichi, mele, ananas prugne, albicocche, uva passa e datteri). Ha una lunga durata è può essere consumata anche quando non è stagione di quei frutti. Insieme al miele e alle spezie dà vita a migliaia di dolci che profumano d'oriente come il baklava (da assaggiare è la versione gelato di Fata Morgana, una catena di negozi che si trova a Roma). La gioia di celebrare la frutta secca (vale anche per vegani e intolleranti al lievito), la si trova nella pizza ebraica o pizza di Beridde, a base di frutta secca e canditi, assolutamente priva di latte, burro, uova o derivati animali. La pasticceria Boccione del ghetto di Roma ne custodisce la ricetta ma gli ingredienti oltre lo zucchero, vin santo e farina di mandorle sono di certo questi: ciliegie candite, scorzette d'arancia, uvetta sultanina bianca e nera, zucca candita, cedro candito, mandorle e pinoli. Altra delizia creata con frutta secca è il torrone, dolce antichissimo che deriva dal latino Torreo che vuol dire abbrustolire; lo portarono gli arabi e trovò in Italia una serie di interpretazioni da nord a sud. La patria italica del torrone è di certo Cremona. Il nome avrebbe avuto origine da un dolce servito nel 1441 al banchetto delle nozze fra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti: il dolce composto di mandorle, miele e bianco d'uovo fu modellato in modo da riprodurre la forma del campanile, il noto Torrazzo (all'epoca chiamato Torrione). Il torrone preparato secondo le ricette e con gli ingredienti classici, viene arricchito con vaniglia, menta, cedro, arancio, rosa, garofano, noce moscata, cannella, caffè cioccolato, millefiori, pinoli, pistacchi e anice. Di altissimo profilo gusto-olfattivo e qualitativo è il Pistacchio verde di Bronte, introdotto dagli arabi nel 9 secolo d.c., insieme a mandorle, limoni e arance.
Frutta secca
Un nutrimento completo a disposizione tutto l’anno E mescolata con miele e spezie dà vita a dolci mozzafiato
