A scuola di gusto. E non si tratta di un reality, ma di una iniziativa che l'Hotel «Il San Pietro» di Positano, una perla a cinque stelle (lusso) incastonata nella corona di Positano (Salerno), offre ad aspiranti chef e cultori per imparare i segreti dei grandi gourmet. Due giorni con l'Executive chef Alois Vanlangenaeker per scoprire i prodotti di una terra generosa e impareggiabile e preparare classici famosi come gli «spaghetti Positano». Al posto dell'aula, c'è la cucina a vista del ristorante sul mare, ribattezzata «Carlino» in onore del fondatore dell'albergo, Carlino Cinque, appunto. Qui i segreti delle ricette si apprendono gustando i vini abbinati ai piatti e con un taccuino realizzato in esclusiva. Il «San Pietro» offre anche il ristorante Zass, la sala principale dell'albergo che affaccia sul borgo di Praiano e sulla costa. Un piccolo angolo di Paradiso dove si lavora tanto (e sodo) per mantenere il nome della Campania al top dell'offerta turistica nazionale e mondiale. Tanto più che potrebbe essere il biennio della risalita italiana, il 2013-2014, stando almeno agli indicatori dell'Osservatorio nazionale sul turismo. I flussi di visitatori esteri stanno facendo nuovamente rotta sul Belpaese con una previsione di crescita di circa il due e mezzo per cento di media all'anno. «Ma in mancanza di un'adeguata legislazione, anche questa "ripresina" potrebbe durare il tempo di una stagione», ammonisce Vito Cinque, direttore dell'hotel. «Il sistema normativo italiano impedisce al comparto di poter crescere - spiega - rallentandolo e, in alcuni casi, bloccandolo del tutto. Sembra paradossale, ma è così. Prendiamo, ad esempio, le autorizzazioni edilizie: non ci sono leggi capaci di garantire, a chi vuole investire modernizzando o ristrutturando, di farlo velocemente e senza i vincoli della burocrazia». «Vogliamo continuare a produrre reddito, pagare le tasse e contribuire allo sviluppo del territorio, ma se il settore alberghiero e quello della ristorazione non saranno messi nelle condizioni di poter essere competitivi sul mercato l'impresa risulterà difficile se non impossibile». E poco importa che, oggi, la situazione burrascosa di alcuni Paesi del Mediterraneo di fatto promuova l'Italia. «Il turismo internazionale cresce perché c'è stato il deprezzamento del dollaro e per alcune contingenze di natura geopolitica, come quelle che si stanno verificando nel nord Africa. Ma proprio per questo è necessario intervenire ora che si vede un piccolo segnale di ripresa - ragiona Cinque - Come? Anzitutto cercando di fare sistema, e non considerando il turismo come un'industria separata dal resto del Paese. Se i trasporti vanno male, se non ci sono infrastrutture, se insomma il contesto in cui opera l'imprenditore turistico è scadente, allora anche l'offerta turistica ne risentirà». C'è poi tutta la questione legata al peso fiscale. «Abbiamo un costo del personale eccessivo: nella ristorazione d'alta gamma, in Italia, arriviamo ad oltre il 50% di incidenza sul costo totale. In America non supera il 22%, giusto per fare un esempio. Ovviamente, saremmo anche contenti se poi questi soldi andassero davvero ai nostri collaboratori, ma così non è». Minimo il contributo da parte della politica. «Non vedo alcun aiuto. Oddio, può essere anche che ci siano ma si tratta di aiuti che sono destinati, come purtroppo sempre accade, a ben determinati destinatari». Per il direttore dell'Hotel «Il San Pietro», però, una strada c'è. Ed è quella che gli imprenditori turistici, soprattutto del Sud Italia, hanno iniziato a percorrere già da tempo. «Ci stiamo attrezzando per fare da soli. Nessuno chiede l'assistenzialismo di Stato, ma visto che non c'è alcuna possibilità di una sinergia con la politica, l'imprenditoria turistica sta giustamente lavorando da sola, come ha sempre fatto d'altronde. Creiamo un network di contatti, sviluppiamo strategie commerciali, ci scambiamo informazioni ed esperienze. Insomma, non aspettiamo certo che i turisti bussino alla porta degli alberghi».
HOTEL «IL SAN PIETRO» A POSITANO Una scuola di cucina per imparare i segreti degli chef stellati
di Simone Di MeoA scuola di gusto. E non si tratta di un reality, ma di una iniziativa che l'Hotel «Il San Pietro» di Positano, una perla a cinque stelle (lusso) incastonata nella corona di...