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Scrippelle, tacchino e ottimo pesce ecco i signori della cucina abruzzese

Una tradizione povera ma creativa è il simbolo di questa terra

Un gusto unico regna nell’enogastronomia abruzzese localizzata a Teramo, sapori di quella che era classificata come «cucina povera». Genuinità, inventiva e innovazione si sono felicemente sposati con la tradizione. Il palato ha di che sperimentare. L’inizio è con una specialità assoluta del teramano, le Scrippelle, frittatine sottili fatte con uova, farina e acqua, base di diverse varianti come le Scrippelle ’mbusse (bagnate) arrotolate, con una bella farcitura di formaggio il tutto in un brodo di manzo, tacchino o anche di gallina: probabilmente ideate da Messer Enrico dei Castorani dopo che a un cuoco francese di stanza a Teramo a una mensa ufficiali, era caduto un piatto di crepes in un contenitore pieno di brodo di gallina. C’è anche il Timballo alla Teramana che al posto della pasta sfoglia utilizza le scrippelle a strati alternate al condimento, bianco con carciofi fritti o spinaci e piselli, il tutto unito alla scamorza, oppure rosso con una sorta di ragù utilizzando un trito di manzo, agnello e maiale, piccole polpette, carota, cipolla, uova sbattute con il latte e parmigiano. A seguire, il Tacchino alla Canzanese, piatto di antica tradizione, prelibatezza assai celebre in Abruzzo, tipica di Canzano, comune in provincia di Teramo. Il tacchino è cotto per circa cinque ore con rosmarino, aglio, alloro e ossa di vitello. Da servire freddo (dopo un paio di giorni in frigo) a fette sottili ricoperte dal suo stesso brodo condensato a mo’ di gelatina. Non può mancare il pesce. Uno dei ristoranti per un ipotetico giro enogastronomico è la «Vecchia Marina», a Roseto degli Abruzzi, sul Lungomare Trento, trattoria targata con i «tre gamberi» (il massimo voto) dal Gambero Rosso: qui regna la cucina tradizionale della costa adriatica. Pizza rustica bianca con pomodorini, triglie fritte, scamponi aglio, olio e rosmarino, appena piccanti o sauté di paparazze e coccietti (piccole vongole dell’Adriatico con pane croccante) e tanto altro. A Teramo c’è «Cipria di Mare» in via Badia, pesce fresco a volontà dal porto di San Benedetto del Tronto, selezionato dallo chef Alessandro De Antoniis che si avvale anche della vicina pescheria di famiglia: insalatina di moscardini e pomodorini, scampi lessi e gamberi caramellati con cipolle rosse in agrodolce o l’alice ripiena di ricotta in crosta di mandorle.

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