Lo stalking del futuro: la tecnologia non diventi un'arma contro le persone
L'innovazione tecnologica rappresenta una delle più grandi opportunità del nostro tempo. L'intelligenza artificiale, i dispositivi connessi e la digitalizzazione stanno trasformando il modo in cui viviamo, lavoriamo e comunichiamo. Ma ogni progresso porta con sé anche nuove responsabilità. Come medico e presidente della Fondazione Artemisia, ritengo che sia arrivato il momento di riflettere su un rischio ancora poco considerato: lo stalking del futuro.
Per anni abbiamo associato questo reato a pedinamenti, telefonate insistenti o appostamenti. Oggi lo scenario è profondamente cambiato. La persecuzione può consumarsi attraverso uno smartphone, un social network, un localizzatore GPS o persino un dispositivo intelligente presente nelle nostre case. Lo stalker non ha più bisogno di essere fisicamente vicino alla propria vittima: può controllarla, intimidirla e condizionarla anche a distanza, spesso senza lasciare tracce evidenti.
L'intelligenza artificiale rende questa minaccia ancora più complessa. I deepfake consentono di creare immagini, video e registrazioni vocali estremamente realistiche, con il rischio di diffondere contenuti falsi, distruggere reputazioni o esercitare ricatti psicologici. La velocità con cui queste tecnologie evolvono impone una risposta altrettanto rapida da parte delle istituzioni, del legislatore e della società civile.
Accanto agli strumenti digitali, cresce anche il rischio legato agli oggetti connessi che fanno parte della nostra quotidianità. Smartwatch, telecamere, assistenti vocali e sistemi di geolocalizzazione possono trasformarsi, se utilizzati in modo illecito, in strumenti di sorveglianza continua. È un fenomeno che richiede una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini e una preparazione sempre più specifica da parte di chi è chiamato a tutelare le vittime.
La prevenzione resta la nostra arma più efficace. Educazione digitale, informazione e formazione devono diventare parte integrante delle politiche di contrasto alla violenza. È necessario insegnare, soprattutto ai più giovani, che la sicurezza personale passa anche dalla protezione dei propri dati, dei propri account e della propria identità digitale.
Allo stesso tempo, è indispensabile rafforzare gli strumenti investigativi e favorire una collaborazione sempre più stretta tra forze dell'ordine, magistratura, mondo accademico e aziende tecnologiche. La tecnologia non può essere lasciata senza regole: deve essere governata affinché continui a essere uno strumento di progresso e non diventi un mezzo per alimentare nuove forme di violenza.
Come Fondazione Artemisia continueremo a promuovere iniziative di sensibilizzazione, ricerca e supporto alle vittime, nella convinzione che il contrasto allo stalking debba evolvere con la stessa rapidità con cui evolve la società. Il futuro non deve farci paura, ma deve spingerci ad agire con maggiore responsabilità. La tecnologia è uno straordinario alleato dell'umanità. Sta a noi fare in modo che rimanga tale, mettendo sempre al centro la dignità, la libertà e la sicurezza delle persone.
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