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Cambiare fornitore di energia: non conta solo il prezzo

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Negli ultimi anni il mercato italiano dell'energia ha attraversato una profonda evoluzione. I cambiamenti normativi, l'aumento della concorrenza e le oscillazioni dei prezzi all'ingrosso hanno modificato il modo in cui i consumatori valutano le diverse offerte di luce e gas, rendendo la scelta del fornitore sempre più consapevole.

Un mercato dinamico, con oltre mille operatori

Uno degli elementi che caratterizza il settore è l'elevato numero di operatori presenti sul mercato. Nel 2024, secondo l'ultimo monitoraggio retail dell'ARERA, le società attive erano oltre mille, in larga parte appartenenti al mercato libero. Ne deriva un'offerta molto ampia, composta da formule differenti tra loro.

Le tipologie più diffuse sono quelle a prezzo fisso e a prezzo variabile: nel primo caso il costo della componente energia rimane bloccato per il periodo previsto dal contratto, mentre nel secondo segue l'andamento di un indice di riferimento. Comprendere la differenza tra queste due formule rappresenta spesso il primo passo per individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.

Secondo le rilevazioni dell'Autorità, nel 2024 la maggior parte dei contratti attivi era ancora a prezzo fisso (54,8%), nonostante quelli a tariffazione variabile fossero in crescita rispetto all'anno precedente. Un dato che si contrappone alla composizione dell'offerta disponibile sul mercato: sul Portale Offerte dell'ARERA, infatti, circa il 60% delle proposte riguarda tariffe indicizzate. Come evidenzia il monitoraggio, questa scelta da parte degli operatori riflette la necessità di gestire il rischio legato alla volatilità dei prezzi dell'energia, mentre le offerte a prezzo fisso richiedono strategie di copertura finanziaria generalmente più complesse e onerose.

Una clientela sempre più attenta, ma ancora poco proattiva

L'ampiezza dell'offerta non si traduce automaticamente in una maggiore capacità di scelta da parte dei consumatori. Molti utenti, infatti, continuano a cambiare fornitore soltanto dopo essere stati contattati direttamente da un operatore commerciale.

L'ARERA evidenzia comunque una crescita dei clienti domestici che scelgono di cambiare fornitore in modo autonomo. Non sorprende quindi che nel 2024 il tasso di switching abbia superato per la prima volta il 20%, mentre quello relativo alle rinegoziazioni abbia sfiorato il 30%.

A favorire questo cambiamento hanno contribuito gli effetti della pandemia e il forte aumento dei prezzi dell'energia registrato a partire dalla seconda metà del 2021. Il risultato è un consumatore oggi più informato, che tende a confrontare con maggiore attenzione le offerte disponibili e a ricercare soluzioni coerenti con le proprie esigenze.

Cambiare fornitore non sempre significa risparmiare

La convenienza economica resta una delle principali motivazioni che spingono gli utenti a cambiare fornitore. Tuttavia, il cambio non sempre produce i risultati sperati.

Secondo l'ARERA, infatti, molti clienti domestici mostrano ancora una limitata capacità di individuare l'offerta realmente più conveniente. Una conclusione confermata anche da un'indagine di Federconsumatori condotta su oltre 1.200 casi, dalla quale emerge che circa un consumatore su quattro cambia fornitore ogni anno, ma sei volte su dieci non ottiene un reale vantaggio economico.

Particolarmente significativo è il dato relativo ai contratti conclusi telefonicamente. Solo un cliente su tre riesce effettivamente a risparmiare dopo aver aderito a un'offerta proposta al telefono; negli altri casi le nuove condizioni risultano peggiorative oppure sostanzialmente equivalenti a quelle precedenti.

Secondo Federconsumatori, le telefonate commerciali non sempre consentono una scelta pienamente ponderata e consapevole. Al contrario, i risultati migliori si registrano quando il cliente ha la possibilità di confrontarsi direttamente con un consulente, valutando con maggiore attenzione le condizioni dell'offerta e le proprie esigenze. In questi casi, quasi sette utenti su dieci sottoscrivono contratti più vantaggiosi.

Oltre al prezzo: cosa cercano oggi i consumatori

In uno scenario così articolato, il prezzo non rappresenta più l'unico elemento preso in considerazione nella scelta di un nuovo fornitore.

Chi decide di cambiare fornitore tende oggi a confrontare più offerte, valutando il proprio fabbisogno energetico, la gestione del bilancio familiare e la chiarezza delle condizioni economiche.

Sempre più spesso assumono un ruolo determinante anche altri fattori, come la trasparenza contrattuale, la possibilità di contare su un servizio clienti facilmente raggiungibile, la qualità dell'assistenza e la disponibilità di una consulenza personalizzata. Parallelamente, cresce anche l'interesse verso offerte che prevedono energia proveniente da fonti rinnovabili certificate.

In questo contesto aumenta l'attenzione verso operatori che, oltre all'offerta economica, puntano su un servizio di consulenza capace di accompagnare il cliente nella scelta della soluzione più adatta. Tra questi rientra anche Loomen Energia, che propone energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili certificate tramite Garanzie d'Origine e affianca famiglie e imprese con consulenti dedicati durante tutte le fasi della fornitura.

Accanto alla trasparenza delle condizioni contrattuali, l'azienda mette a disposizione un servizio clienti facilmente raggiungibile e un'assistenza continuativa, elementi che rappresentano un valore aggiunto in un mercato caratterizzato da numerose offerte e da una crescente complessità.

Al di là del prezzo, scegliere un nuovo fornitore significa valutare con attenzione la qualità del servizio, la chiarezza delle condizioni economiche, l'affidabilità dell'assistenza e la capacità dell'azienda di rispondere alle reali esigenze del cliente. Informarsi, confrontare più offerte e affidarsi a operatori trasparenti resta il modo migliore per effettuare una scelta realmente consapevole.

 

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