Terremoto in Venezuela, l'onda lunga sui bambini: la paura resta anche dopo le scosse
A pochi giorni dal terremoto che ha colpito il Venezuela il 24 giugno, è ancora emergenza per bambini e famiglie delle aree interessate. Accanto ai bisogni più urgenti, cresce l’attenzione per l’impatto psicologico su bambini, bambine e adolescenti: ansia, ipervigilanza, disturbi del sonno, paura di nuove scosse e reazioni di stress acuto sono segnali ricorrenti. SOS Villaggi dei Bambini, presente nel Paese attraverso i propri programmi territoriali, è intervenuta sin dalle prime fasi dell’emergenza attivando sistemi di gestione dei casi, follow-up individualizzati e interventi di supporto psicosociale a favore delle famiglie più vulnerabili. “Stiamo monitorando attentamente la situazione. La nostra priorità assoluta è la sicurezza e il benessere dei bambini, dei giovani, delle famiglie e dei colleghi coinvolti nei nostri programmi. Stiamo applicando i nostri protocolli di sicurezza, monitorando i bisogni e coordinandoci internamente per definire la risposta più appropriata, in particolare in materia di tutela dei minori, supporto psicosociale, continuità assistenziale e sostegno alle famiglie colpite”, dichiara Ilvania Martins, Direttrice Nazionale di SOS Villaggi dei Bambini Venezuela.
Nei bambini le reazioni al sisma possono essere immediate e molto diverse tra loro. Alcuni manifestano pianto, tremori, bisogno costante di rassicurazione; altri appaiono immobili, silenziosi, emotivamente ritirati. In molti casi si osservano disturbi del sonno, incubi, sobbalzi improvvisi, paura di rientrare in casa o di separarsi dagli adulti di riferimento. “Molte di queste reazioni sono risposte normali a una situazione anormale. Per un bambino il terremoto non scuote solo edifici e strade: può spezzare il senso di sicurezza, la fiducia nella casa, negli adulti e nel mondo intorno a sé. È come se il terremoto esterno diventasse anche un terremoto interno”, spiega Teresa Ngigi, Mental Health and Psychosocial Support Advisor di SOS Villaggi dei Bambini.
L’evoluzione del trauma dipende dalla combinazione tra intensità dell’esposizione e presenza di fattori protettivi: adulti disponibili, stabilità abitativa, reti familiari e comunitarie, accesso alla scuola, possibilità di tornare a routine quotidiane e spazi sicuri. Proprio per questo il supporto psicologico non può essere separato dalla protezione, dall’alloggio, dall’accesso a cibo, acqua, servizi essenziali e continuità educativa. A Turmero, nello Stato di Aragua, i team di SOS Villaggi dei Bambini hanno attivato contatti telefonici e follow-up individualizzati per monitorare il benessere delle famiglie e le condizioni di sicurezza delle abitazioni. “Il terremoto ha generato paura, incertezza e vulnerabilità diffuse. Il nostro lavoro è stato quello di accompagnare le famiglie, ascoltarle e offrire supporto in una fase di forte fragilità emotiva” racconta una Case Manager dell’Organizzazione. A Petare, nello Stato di Miranda, l’intervento si è concentrato sull’attivazione di primi soccorsi psicologici e sul rafforzamento delle reti familiari e comunitarie. Il contatto diretto con gli operatori ha contribuito a contenere le fasi acute di ansia e avviare percorsi di stabilizzazione emotiva.
L’intervento di SOS Villaggi dei Bambini integra supporto psicologico, rafforzamento delle reti familiari, continuità educativa e attivazione di spazi sicuri per i minorenni. Tra le priorità operative vi sono il ritorno alla scuola, la creazione di child-friendly spaces e la formazione degli operatori per riconoscere precocemente i segnali di disagio. “Le routine quotidiane, la scuola e il gioco aiutano i bambini a comprendere che il pericolo non è continuo. Restituire prevedibilità, presenza adulta e spazi sicuri è una parte essenziale della protezione” sottolinea Ngigi. (Per sostenere l’impegno straordinario di SOS Villaggi dei Bambini in Venezuela e i progetti di sostegno psicologico ed emotivo: https://dona.sositalia.it/venezuela)
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