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Squadra Fiore: Adjimi (Argo Spa). "Inchiesta sacrosanta, ma sbagliato criminalizzare settore".

"Simili situazioni sono opportunità per alzare asticella e rafforzare cultura legalità"

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«L'inchiesta della Procura di Roma nell'ambito dell'indagine sulla "Squadra Fiore", gruppo di cui facevano parte ex appartenenti alle forze dell'ordine che avrebbe compiuto attività di dossieraggio, è sacrosanta e stanno emergendo elementi che se dimostrati in sede processuale getterebbero una luce sinistra e inquietante sulle attività clandestine di spionaggio in Italia. Sarebbe però sbagliato criminalizzare e rischiare di creare confusione attorno al settore della cybersecurity che, secondo l'ultimo rapporto dell'Osservatorio del Politecnico, nel 2025 in Italia ha prodotto un indotto di 2.778 milioni di euro». Lo ha dichiarato Matteo Adjimi, CEO di Argo S.p.A., azienda leader nel settore dell'intelligence specializzata in consulenze strategiche per imprese.

Adjimi intende rimettere alcuni punti fermi e distinguere ciò che spesso viene mescolato: «È evidente che vicende di questo tipo hanno un impatto negativo sull'intero settore, soprattutto in termini reputazionali. Allo stesso tempo, però, possono rappresentare un'opportunità per alzare l'asticella e rafforzare una cultura della legalità che dovrebbe essere alla base di qualsiasi attività di intelligence privata. È proprio in questi momenti che diventa essenziale fare delle distinzioni nette. Non tutte le attività investigative sono uguali: esiste un confine preciso tra ciò che è lecito e ciò che invece viola la legge. Ignorare questa differenza significa finire per mettere sullo stesso piano realtà che non hanno nulla in comune. È su questo confine - continua Adjimi - che Argo ha costruito la propria identità. Non solo come obbligo normativo, ma come scelta strategica. Per l'azienda, la compliance non è un passaggio formale o una semplice casella da spuntare: è la base stessa del lavoro. Ogni incarico viene valutato con attenzione, non soltanto sotto il profilo operativo, ma anche da un punto di vista legale, così da assicurare che ogni attività sia pienamente in linea con le regole. Questo approccio si traduce in processi ben definiti e controlli rigorosi. Lavorare in questo settore, sottolinea Adjimi, significa essere consapevoli delle responsabilità che si assumono. Per questo Argo utilizza esclusivamente fonti lecite, garantisce la tracciabilità delle informazioni e adotta metodi che rendano ogni elemento raccolto utilizzabile anche in un eventuale contesto giudiziario. Non esistono scorciatoie: chi prova a prenderle, di fatto, si colloca fuori dal perimetro del mercato legittimo».

In questa direzione va anche la scelta di Argo di investire in una struttura interna dedicata alla compliance e di affiancarsi a un presidio legale costante: «L'idea è semplice: trasparenza, correttezza metodologica e rispetto delle regole sono gli unici elementi che permettono di costruire valore nel tempo. I clienti, in fondo, non cercano solo informazioni, ma garanzie sulla qualità del lavoro e, soprattutto, sulla sua legittimità».

Guardando avanti, Adjimi è convinto che il settore andrà verso standard sempre più elevati: «Le normative diventano più stringenti, le tecnologie più avanzate, e in questo scenario resteranno in piedi solo le realtà capaci di unire competenze operative solide a un rigoroso rispetto delle regole. È una traiettoria inevitabile. Il punto, in definitiva, è semplice: non conta raccogliere più informazioni degli altri, ma farlo nel modo giusto».

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