Fazzi (Ancrel): “Ok riequilibrio del rischio, ma il presidio della Corte dei Conti sui controlli resti forte”
“La responsabilità erariale si può anche riequilibrare, ma solo se la Corte dei conti continua a presidiare con forza la tenuta dei conti pubblici e la qualità dei controlli”. Così Luciano Fazzi, vicepresidente dell’Associazione nazionale dei certificatori e revisori degli enti locali (Ancrel), a proposito della riforma avviata con la legge 1/2026. Lo chiarisce a Firenze, nel corso della giornata di studio ‘La riforma della Corte dei conti: uno sguardo di insieme e l’impatto sugli Enti Locali’ organizzata dalla Città metropolitana con l’Associazione Contare, Ancrel, Upi e Anci Toscana.
Fazzi, nella sua analisi, mette in luce sia le innovazioni sia le potenziali criticità del testo: “La norma- osserva- ridefinendo la nozione di colpa grave, introduce limiti quantitativi alle condanne risarcitorie e attribuisce un valore esimente ai pareri tecnici e a quelli della Corte” anche nei casi di silenzio-assenso, “con l’obiettivo di rendere più sostenibile il rischio professionale dei dirigenti pubblici e favorire una maggiore serenità decisionale”. In questo quadro, aggiunge, “viene valorizzato il ruolo dei revisori degli enti locali, qualificati come pubblici ufficiali e custodi degli equilibri di bilancio, la cui funzione incide direttamente sulla corretta gestione delle risorse pubbliche e sulla prevenzione dei rischi contabili e finanziari”. La riforma, precisa ancora Fazzi, “non va letta come una deresponsabilizzazione generalizzata, bensì come una diversa allocazione del rischio amministrativo, che richiede un rafforzamento della qualità dei controlli e dell’indipendenza tecnica dei soggetti chiamati a esprimere pareri”.
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