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Il viaggio insieme per l'autonomia

L'originale esempio del “Durante noi per il dopo di noi” di Valmontone gestito da Medihospes

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“Questo “dopo di noi” è un una casa viva, le dinamiche di una famiglia vengono rafforzate”. Lucilla Laccertosa, coordinatrice dei servizi socio-assistenziali di Medihospes racconta di un’iniziativa originale a Valmontone, nel distretto sociosanitario romano RM 5.6. Medihospes è una grande cooperativa sociale, 6000 soci e lavoratori assistono 20mila persone con oltre 5milioni di ore lavorative annue, e aderisce al Consorzio La Cascina.  

“Lavoriamo in una coprogettazione” inizia Laccertosa, “un’ATI con la Fondazione Prendersi Cura, costituita da genitori con figli disabili, per garantire a dieci giovani adulti prestazioni sociali semi domiciliari, accesso al lavoro, tutta l’autonomia possibile e soprattutto restare nel proprio contesto evitando l’ingresso in una struttura di accoglienza”. La coordinatrice indica tre linee d’azione: “La prima è il progetto per rafforzare l'autonomia di ciascuna persona disabile”, la seconda riguarda le sedi, “una villa in ristrutturazione con i sistemi della domotica utili ai giovani ospiti e i locali offerti intanto dalla Diocesi”; la terza è “formazione e lavoro, più competenze digitali, per inserire i giovani in un tirocinio lavorativo”.

E poi c’è il quotidiano lavoro di educatori, psicologi ed informatici di Medihospes, spiega Laccertosa: “con un gruppo di 10 giovani tra i 18 e i 35 anni 5 giorni la settimana sperimentiamo attività in cui scoprono sé stessi, favorendo tutta l’autonomia possibile. Hanno iniziato il primo corso di informatica ed impostato il bilancio delle proprie competenze. Sono partiti i primi due tirocini professionalizzanti e speriamo nell’assunzione”.

Distintivo del “Durante noi” sono i “weekend di convivenza”. Si comincia in gruppi da sei in un agriturismo, all’inizio in orari diurni e poi tutto il giorno, abituandosi, fuori casa, ad altri che non siano i familiari. Questa condizione abitativa, vissuta con Medihospes, è già in essenza un “Dopo di noi”. E qui si arriva al cuore di quest’iniziativa, che è letteralmente il cuore delle famiglie, spiega Laccertosa, “cioè quanto genitori si affidano a noi, perché il traguardo è l’autonomia dei figli, fuori dal loro nido”. Servono tanti incontri, individuali e di gruppo. Ciascun familiare osserva e, se vuole, partecipa a ciò che si realizza. “Il confronto in gruppo è già un bellissimo successo, la paura di accompagnare il proprio figlio alla vita autonoma la si “condivide”, il frutto più bello è avere ora un gruppo tra i ragazzi ed uno tra i genitori!”. Nella villa a Valmontone, che Medihospes gestirà, ci sono stanze per i genitori, per vivere i week end con la comunità dei giovani.

In Italia sono circa 150mila le persone con disabilità grave interessate ad un “Dopo di Noi”. Nel Lazio solo il 5,4 % dei potenziali beneficiari ha avviato interventi “Dopo di Noi”. Perché non prendere esempio dai ragazzi di Valmontone?

 

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