Un Redivivo Michelangelo, un disegno ritrovato per la Sistina, all'asta nel 2026
Un minuscolo foglietto (13,5x11,5) mai documentato, che raffigura un anonimo piede ombreggiato a sanguigna, è stato autenticato dagli esperti di Christie’s come un rarissimo disegno autografo di Michelangelo preparatorio per il piede destro della sibilla Libica, che troneggia tra le vele, nella zona mediana della volta, della cappella Sistina. Nel confronto fra il disegno ritrovato e la stesura finale ad affresco la differenza è notevole; nel primo caso il piede è appena appoggiato a terra con eleganza in un leggero arco della pianta. Nell’affresco, invece, la Sibilla, nel suo dinamico scatto di alzarsi, determina la particolare posizione del piede, poggiato solo sulle falangi, che l’artista rappresenta scorciato con grande tensione.
Per di più l’ombra proiettata dal piede è nettissima nel disegno ed oggi è meno forte nell’affresco forse anche a causa dell’ultima e radicale ripulitura degli anni Novanta. (James Beck)
E’ utile a parer nostro indagare su questo rarissimo reperto, uno dei pochi disegni relativi alla volta della cappella Sistina che è stato messo all’asta di recente presso Christie’s a New York il 5 febbraio 2026 per 27,2 milione di dollari (circa 23 milioni di Euro), anonimo è l’acquirente. La cifra ha stabilito un nuovo record per un’opera su carta di Michelangelo e la cifra battuta è risultata molto più alta della stima di partenza che si aggirava tra 1,5 - 2 milioni di dollari.
Il vastissimo corpus dei disegni autografi di Michelangelo è quasi per intero conservato in collezioni pubbliche salvo una decina in mano private, incluso il disegno in questione.
Esso fu inviato in fotografia digitale alla famosa casa d’asta da un anonimo collezionista californiano la cui famiglia possedeva l’originale capolavoro fin dal 1700 tramandandoselo di padre in figlio. Sappiamo però che il minuscolo capolavoro prima di attraversare l’Atlantico aveva fatto parte della Collezione di Armand Louis de Mestral de Saint-Sophorin, diplomatico svizzero al servizio del re di Danimarca.
Questo minuscolo studio autografo di soli 13,5 x 11,5 cm d’anatomia a sanguigna si aggiunge ai soli altri due studi per la sibilla Libica di maggior dimensioni.
Il più importante conservato nella collezione del Metropolitan Museum of Art di New York, è di 28,9 x 21,4 cm, anch’esso firmato, rappresenta la parte superiore del busto della profetessa in forma anatomica insieme a dettagli del volto, della spalla, del suo piede sinistro e dell’alluce; il suo verso rappresenta, sotto forma di schizzo a matita nera, la parte inferiore del corpo della sibilla in forma anatomica con attenzione al piede sinistro, che nell’affresco poggerà sul cubo.
E’ presente anche l’abbozzo a disegno di un ignudo ed un ennesimo studio del ginocchio.
Il terzo disegno riferito alla libica, di 28,8 x 19,4 cm è conservato all’Ashmolean Museum di Oxford; disegnato a gesso rosso rappresenta un putto reggi rotolo, in forma anatomica, che comparirà nell’affresco sotto il braccio sinistro della profetessa, la cui mano sinistra compare nel foglio stesso. Inseriti nella parte inferiore compaiono sei preziosi studi di prigioni a penna nera per la tomba di Giulio II ed in alto a sinistra un dettaglio architettonico di trabeazione. Il Foglio evidentemente autografo non è pero firmato cosa per lui abituale ma presenta un inconsueto espediente che Michelangelo adotterà, non solo in questo caso, per affermare o meglio “firmare” la propria autografia. L’indice della mano destra del putto indica una M capitale formata dall’ombreggiatura dei muscoli sulla sua spalla sinistra che allude alla lettera iniziale del suo nome. Questo segno di autografia comparirà anche nell’affresco stesso.
Il secondo studio per la Sibilla al Metropolitan Museum esibisce una rarissima firma completa di nome e cognome, cosa estremamente inconsueta in quanto l’artista non firmava le sue opere ritenendole così personali ed inconfondibili da non necessitare un segno palese di paternità fa eccezione la giovanile Pietà in San Pietro dove appone sulla sottile fascia che attraversa il petto della Madonna un’elaborata frase latina in cui si dichiara autore e fiorentino.
Solo alla fine della sua lunghissima attività scultorea ritroviamo sul basamento della pietà Rondanini una sigla: M.G.R.N.I da intendersi come iniziale della frase “M(ichelagnoli) G(enius) R(omae) N(icodemum) I(mitatur)”. E cioè: “il Genio di Michelangelo, in Roma imita Nicodemo”.
Benstrano quindi che sullo studio autografo della Sibilla compaia la firma completa di nome e cognome, diversa dalle rare firme autografe che troviamo nelle sue lettere. Nel minuscolo studio del piede californiano compare invece una interessante e strana variante di autografia: Michel Angelo Buona Roti in cui divide in due parti sia il nome che il cognome.
Agli inizi del suo soggiorno romano intorno al 1496, in un ambiente di grande competizione tra scultori, il giovane artista ha adottato un simbolo araldico come una ruota ad otto raggi che trovava riscontro nelle Vasariane otto “vedute” circoscritte all’opera scultorea.
Un ulteriore inedito “marchio” consisteva infine in un triangolo con una M, e un ovale con una B completata al di sopra da una croce doppia forse cardinalizia, inteso come un cono rovesciato o trottola simbolo del moto rotatorio alludendo a quella parte del cognome semplificato in Bona-rota. Tutti questi giochi nominalistici sono una forma di autocelebrazione come accadeva di consueto in età rinascimentale per cominciare dal nome e dal cognome per esteso o da simboli che ad essi facevano riferimento in un sottile mimetismo semantico.
Dai blog
La nuova vita di Nek: "In televisione mi sento come un papà"
Vasco Rossi come Tex Willer: il Blasco diventa un fumetto
Torna il sogno Spice Girls: la reunion si avvicina